Vivendi può salire il titolo vola in Borsa

De Puyfontaine vede Recchi, Patuano e i ministri: «Noi azionisti di lungo termine»

Il possibile aumento da parte di Vivendi della già cospicua quota che detiene in Telecom Italia, il 14,9%, ha messo ieri le ali al titolo della compagnia telefonica che ha chiuso in rialzo del 4,3%. Un risultato che incorona il primo, per così dire, «giro delle sette chiese» dell'ad della società Arnaud de Puyfontaine che non tralascia la forma andando a presentare progetti e intenzioni a diversi ministri, quello dell'Economia Giancarlo Padoan e dello sviluppo Federica Guidi accompagnato dal presidente di Telecom Giuseppe Recchi. Mentre l'ad Marco Patuano ha portato de Puyfontaine a tranquillizzare il «mondo dei servizi», incontrando Domenico Minniti, sottosegretario di Stato, e Gianpiero Massolo, direttore del Dis, che ha visto anche Recchi. Nessun incontro invece con il premier Renzi anche se l'appuntamento è già stato chiesto. De Puyfontaine ha comunque specificato che quello in Telecom è per il gruppo dei media francesi Vivendi, che possiede la pay tv Canal Plus, «un investimento di lungo periodo».

In realtà non è facile capire perchè Vivendi, dopo aver venduto tutte le partecipazioni in aziende di tlc ora abbia deciso di tenersi stretta la quota Telecom rilevata da Telefonica in cambio dell'operatore fisso brasiliano Gvt. Ed è su questo argomento che, da tempo, si sono scatenate le speculazioni. Sullo sfondo c'è anche il gigante delle tlc francesi Orange che aveva accarezzato l'idea di una fusione con Telecom Italia. Ci sono poi anche altre paure forse non del tutto ingiustificate. Per l'acquisto di Gvt c'era infatti in lizza anche Telecom con la sua Tim Brasil. Ma la società francese ha preferito gli spagnoli di Telefonica. La rete fissa di Gvt darà un vantaggio competitivo a Telefonica che ha più volte tentato, quando era azionista di Telecom, di far vendere Tim Brasil. Quindi è lecito pensare, come fanno i piccoli azionisti di Asati, che Vivendi sia più vicina alle posizioni di Telefonica che a Telecom e che Tim Brasil potrebbe essere venduta. In attesa di sviluppi concreti l'ad di Vivendi si è limitato alle frasi di rito. «Quello in Telecom- ha detto- è un investimento che serve a costruire un player globale basato in Europa».

Per il momento Vivendi non avrà rappresentanti in cda, anche perchè nessuno dei consiglieri ha intenzione di dimettersi e quindi per aumentarne il numero da 13 a 15 bisognerà attendere la prossima assemblea. Vivendi insomma per ora si accontenterà dei buoni uffici di Tarak Ben Ammar, consigliere in quota Mediobanca (che però ha venduto la quota). Poche dichiarazioni sull'altro tema «caldo», vale a dire un possibile accordo con Mediaset con Canal Plus ma anche in questo caso il titolo ha messo le ali in Borsa (+5,47% a 4,39 euro). «Siamo aperti - ha detto de Puyfontaine- ma non possiamo dire ancora ciò che faremo».