Vivendi vuole la pace col governo sulla fibra e spegne le polemiche

Telecom Italia apre il dossier Persidera All'esame del colosso tlc l'utilizzo del trust

Ora Vivendi vuole la pace con il governo sulla banda larga e, secondo alcune indiscrezioni rilanciate da Reuters, avrebbe chiesto a Telecom Italia, di cui è socio di riferimento con il 24%, ricucire con il governo. Smentita, comunque, sia da Vivendi sia da Telecom Italia ogni eventuale frizione tra l'azionista d'Oltralpe e Flavio Cattaneo, ad dell'ex monopolista.

Dopo le polemiche roventi delle ultime settimane, il gruppo media francese starebbe quindi cercando un dialogo su basi diplomatiche e, allo stesso tempo, di mettere in atto strategia più morbida. L'Antitrust ha peraltro anche aperto un procedimento per abuso di posizione dominante verso Telecom Italia.

Nel frattempo, ieri, il cda del gruppo guidato da Cattaneo ha ufficialmente aperto il dossier Persidera (joint venure con Gedi nei multiplex valutata 450 milioni), la cui cessione era stata chiesta dalla Commissione europea per il via libera all'assunzione del controllo di fatto di Telecom da parte di Vivendi. Il board presieduto da Arnaud de Puyfontaine, che è anche ad di Vivendi, ha esaminato lo strumento del trust. Il dossier tonerà sul tavolo del cda il 27 luglio, già previsto per l'approvazione della semestrale.

I rapporti tra Telecom e il governo si sono infiammati a metà giugno quando Claudio De Vincenti, ministro per la Coesione territoriale e del Mezzogiorno, nonché presidente del Comitato per la diffusione della banda ultralarga, era arrivato a dire che lo Stato avrebbe chiesto i danni laddove TelecomItalia avesse sviluppato il proprio progetto di portare la fibra anche nelle cosiddette «aree bianche», quelle a rischio di fallimento. Le stesse su cui si è schiarata Enel con il progetto «open Fiber». Lo stesso colosso elettrico nel frattempo aveva acquisito Metroweb dalla Cdp dopo una agguerrita lotta con Telecom. Dopo mesi di botta e risposta, il clima si è ulteriormente scaldato. Cattaneo ha parlato di proposte di scambio societario fra Metroweb e Sparkle, Fabio Gallia, ad di Cdp ha definito simili affermazioni «gravi e false». Toni accesi anche sul tema dei bandi lanciati dal governo per le aree a rischio fallimento.

Una simile situazione non può che preoccupare Vivendi che, nel BelPaese ha un altro fronte aperto finito nel mirino delle autorità: quello relativo alla sua partecipazione in Mediaset acquisita dopo il tentativo di scalata dello scorso inverno, in seguito dal dietrofront sul contratto di acquisizione di Premium.

Commenti

marygio

Lun, 10/07/2017 - 11:52

intanto mediaset andrà a chiudere il gap a 2,70. poi ci risentiamo....ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhh