Il volano delle quotazioni

«I Pir? Si sono dimostrati una scelta azzeccatissima e dopo sei mesi di grandi raccolte, sei mesi in cui tutte le più rosee previsioni sono state stracciate, adesso stiamo pensando di renderli ancora più competitivi, ancora più utili, sia per il mondo del risparmio, sia per quello delle imprese». A dirlo è Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica del ministro delle Finanze. Lui può essere considerato il padre putativo dei Piani Individuali di Risparmio, almeno per l'Italia. I Pir, che sono un ponte ideale tra il mondo del risparmio e quello dall'impresa, sembrano incarnare la vera novità di quest'ultimo periodo. Le raccolte superano i 5,5 miliardi si stimano oltre 70 miliardi per i prossimi cinque anni.

Ma in cosa consisteranno le novità attese dalla legge di Stabilità di cui parla Pagani? «Una cosa è certa - ci racconta - dobbiamo fare in modo che la liquidità che le società di investimento stanno raccogliendo arrivi non solo alle imprese quotate, ma anche a quelle che non lo sono ancora. Questo permetterebbe loro di avvicinarsi al mondo della quotazione, attraverso il Private Equity e il Venture Capital e nei prossimi anni vedremo una crescita notevole delle aziende che saranno pronte a scendere in pista a Piazza Affari. È su questo che stiamo lavorando principalmente, così come pensiamo che sarebbe necessario ridurre i costi delle quotazioni, un altro scoglio per le imprese». Insomma, i Pir cambieranno il mercato azionario italiano. E i risparmiatori? «Entreranno in un nuovo mondo - conferma Pagani- investire oggi, per chi ne ha potenzialità, rappresenta l'occasione per puntare l'attenzione su ciò che sarà e non su ciò che è stato finora, perché bisogna guardare al domani con occhi diversi». Di questo si parlerà nella trasmissione Mercati Che Fare in onda, domani, sabato, alle 20.30 su TgCom24 di Mediaset.

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