Vw, maxi-bonus agli operai E Marchionne riduce il rosso

Al Motor Show di Ginevra, l'ad di Fiat Chrysler Automobiles, Sergio Marchionne, appostato tra gli stand di Maserati e Alfa Romeo, si era lasciato sfuggire che i vertici del gruppo Volkswagen, una volta passati di lì, «avrebbero lasciato gli occhi» sul coupé-concept Alfieri del Tridente e la 4C Spider. La rivalità tra Torino e Wolfsburg è un fatto consolidato. E anche ieri non è passato inosservato che una volta diffusi, da Berlino, i dati finanziari di Volkswagen insieme ai piani per gli anni a venire, da Ginevra, dove ha presieduto l'assemblea di Sgs, Marchionne, riconfermato al vertice dell'ex controllata da Exor, ha pure cominciato a snocciolare numeri e stime sul nuovo gruppo Fca: 5 milioni di unità vendute nel 2016, perdite in Europa quest'anno inferiori al rosso di 500 milioni del 2013 malgrado i maggiori investimenti, utile operativo del primo trimestre 2014 atteso superiore a quello dell'anno scorso.
A Berlino, nello storico aeroporto di Tempelhof, scelto come base per far decollare la gamma elettrica e ibrida del gruppo Volkswagen, il numero uno Winterkorn ha illustrato gli ambiziosi piani che, già quest'anno, porteranno il colosso a produrre 10 milioni di veicoli, con ricavi che dovrebbero salire del 3% sul 2013 e un margine operativo sulle vendite tra il 5,5 e il 6,5%. L'obiettivo di 10 milioni, in pratica, sarà raggiunto quattro anni prima di quanto pianificato, ferma restando la volontà di diventare il più grande costruttore mondiale entro il 2018, superando Toyota. E per spronare i suoi operai affinché gli obiettivi siano centrati, Volkswagen ha deciso di gratificare i circa 100mila addetti tedeschi con un bonus di 6.200 euro come premio per la loro performance nel 2013, anno dove l'azienda ha registrato ricavi in crescita del 2,2% (197 miliardi) e utili operativi in aumento dell'1,5% (quota record di 11,67 miliardi). Nel 2013 anno il bonus per il 2012 era stato di 7.200 euro grazie alla maxiplusvalenza realizzata con l'integrazione di Porsche nel perimetro aziendale.
Da parte sua, Winterkorn, pupillo del «grande vecchio» Ferdinand Piëch, ha visto il proprio compenso salire nel 2013 a 15 milioni da 14,51 nel 2012 (Marchionne, tra Fiat Chrysler e Cnh Industrial ha portato a casa «solo» 5,7 milioni, 900mila euro in meno rispetto al 2012). Nel complesso, nell'ultimo anno fiscale, i membri del cda tedesco hanno ricevuto complessivamente (quindi parte fissa, più bonus, incentivi e altri benefit) 64,08 milioni, in deciso rialzo sui 56,6 milioni del 2012. Solo il direttore finanziario Hans Dieter Potsch ha guadagnato, in totale, 6,4 milioni (da 6 milioni).
Nel mondo il gruppo Volkswagen ha consegnato lo scorso anno 8.957.975 automobili e 772.705 tra veicoli industriali e autobus, con una crescita più forte nelle auto (+5,1%) e meno evidente nel settore del trasporto merci e persone (+2,8%). Non tutte le aree geografiche hanno però visto progredire i tanti marchi di Wolfsburg con identico successo. «Siamo cresciuti nell'America del Nord e soprattutto nei mercati dell'Asia Pacifico dove il nostro progresso è stato del 14,7% - ha detto Winterkorn - e abbiamo anche contrastato la discesa del mercato in Europa». Ecco i Paesi dove il gruppo è cresciuto di più: Turchia (+29,8%), Giappone (+22,5%) e Cina (+16,2%). A livello di marchi, il maggiore contributo al risultato operativo complessivo (11,6 miliardi: +1,5%) è venuto da Audi, con oltre 5 miliardi). Al secondo posto la capogruppo Volkswagen (2,8 miliardi di risultato operativo contro i 3,6 precedenti), quindi Porsche (2,6 miliardi). Solo in Cina, mercato dove Fca sta per giocare la sua carta decisiva dopo i fallimenti del passato, la joint venture di Volkswagen ha per la prima volta superato quota 3 milioni di unità.