Wall Street a passo di record

L'Ucraina? Un'eco lontana. Le preoccupazioni legate al rallentamento della crescita cinese? Spazzate via dall'annuncio di riforme finanziarie da parte di Pechino. A Wall Street, ieri, è andato in onda il programma dell'ottimosmo. Quello che spinge le vendite e porta sempre più su gli indici. A metà giornata, la Borsa di New York vedeva lo Standard&Poor's e il Dow Jones sopra le rispettive chiusure record di 1.890 e 16.583 punti registrate venerdì scorso, grazie anche a un rimbalzo del comparto tecnologico e all'ottimismo per la ripresa di fusioni e acquisizioni. Per il momento gli investitori Usa, così come quelli europei, hanno ignorato il referendum che si è tenuto nell'est dell'Ucraina e che potrebbe preannunciare una secessione simile a quella vista in Crimea. L'attenzione, semmai, si concentra sui dati macroeconomici che sarà diffusi durante la settimana. In particolare il focus degli operatori sarà rivolto oggi sulle vendite al dettaglio, sull'inflazione (giovedì) e alla lettura preliminare sulla fiducia dei consumatori misurata dall'Università del Michigan (venerdì). Ma il picco massimo di ascolti verrà registrato sempre venerdì, quando la presidente della Fed, Janet Yellen, tornerà a parlare probabilmente dell'evoluzione del tapering e della situazione occupazionale. A questo proposito, secondo il governatore della Fed di Philadelphia, Charles Plosserl, il forte calo della partecipazione alla forza lavoro americana, scivolata il mese scorso al minimo in 35 anni, riflette anche l'aumento di persone andate in pensione e che circa il 75% del calo della partecipazione alla forza lavoro dal 2007 a oggi è da imputare all'invecchiamento della popolazione.