Whirlpool si riorganizza: a rischio 500 posti di lavoro

Stop alla produzione nel torinese. Calenda convoca un tavolo per il 14 gennaio con la multinazionale Usa

Whirpool lascia a casa 497 lavoratori sui 537 occupati dallo stabilimento Embraco di Riva di Chieri, nel torinese. La notizia dell'avvio delle procedure di licenziamento collettivo è arrivata ieri e potrebbe essere seguita da ulteriori tagli.

L'annuncio era nell'aria dopo che tre mesi fa Whirpool aveva deciso di ridurre i volumi produttivi assegnati allo stabilimento di Riva di Chieri, una mossa che aveva messo in allarme i lavoratori. L'azienda Usa ha spiegato che la produzione e l'assemblaggio di compressori per frigoriferi verranno concentrati in altri centri produttivi di Embraco. «L'Embraco continua sulla linea intransigente mirata a dismettere l'attività produttiva a Riva di Chieri. Adesso ci sono i 75 giorni di trattativa in cui dovremo fare in modo che l'azienda cambi questa decisione» ha dichiarato Dario Basso, segretario generale della Uilm di Torino, invocando l'apertura di un tavolo di trattativa. Federico Bellono, segretario generale della Fiom di Torino, evidenzia invece «la totale assenza di responsabilità sociale da parte della Embraco debba considerarsi inaccettabile per le istituzioni, oltre che per i lavoratori». Da Roma Carlo Calenda, ministro per lo Sviluppo economico, ha fatto sapere che coinvolgerà la casa madre Usa nella vicenda e ha convocato un tavolo per venerdì 14 gennaio. E potrebbe non essere finita qui per Whirpool che in Italia occupa oltre 6mila persone. Proprio ieri a Fabriano, sede storica della Indesit che Whirpool ha inglobato nel 2014 alcuni rappresentati dei lavoratori, nel corso di un incontro con Pippo Civati, si sono detti preoccupati della perdita di quota di mercato del gruppo «che non lascia presagir nulla di buono», evidenziando come «si vada a rilento in termini di produzione e di investimenti». L'appuntamento potrebbe essere a Roma, il 31 gennaio, anche se formalmente non si parla ancora di un tavolo ministeriale.

Whirpool ha rilevato Indesit per 750 milioni: un'operazione definita dall'ex premier Matteo Renzi come «fantastica». La multinazionale, dopo aver paventato più di 2mila licenziamenti e la chiusura di due impianti produttivi (in provincia, per l'appunto di Torino e di Caserta), era tornata sui suoi passi al termine di un estenuante braccio di ferro con sindacati e istituzioni. Nell'accordo con i sindacati firmato a luglio 2015 Whirpool aveva promesso di non toccare il piano occupazionale fino al termine del piano industriale nel 2018 e di investire nel Paese 513 milioni in tre anni (a metà 2017 la cifra aveva toccato quota 220 milioni). Il 2018 nel frattempo è arrivato e i primi segnali arrivati dalla multinazionale sono tutt'altro che incoraggianti.