Ecopass congelato: «Deciderà il referendum»

Il futuro di Ecopass congelato fino a dopo le elezioni. É la exit strategy scelta dalla maggioranza per evitare il braccio di ferro in campagna elettorale. L’argomento è stato stralciato dal programma, così hanno deciso i colonnelli di Pdl e Lega riuniti ieri a casa Moratti. Hanno ascoltato il dossier messo sul tavolo dal comitato dei saggi, che indicava in un ticket per tutti ma meno caro la soluzione migliore per il dopo-Ecopass. «Conclusioni buone, organizzeremo un convegno al Teatro Dal Verme dove presenteranno le ipotesi e si confronteranno con i cittadini» anticipa il ministro Ignazio La Russa. Ma ogni decisione politica è rinviata a dopo i referendum sull’ambiente promossi dal comitato MilanoSimuove promosso da Edoardo Croci, Marco Cappato e Enrico Fedrighini. E va sottolineato che se il radicale e il verde si sono già schierati con il candidato sindaco del Pd Giuliano Pisapia, l’ex assessore al Traffico Croci, licenziato dalla giunta nel 2008, proprio oggi tornerà al fianco del sindaco per presentare «una Milano sostenibile». Il «papà» del referendum su Ecopass potrebbe ufficializzare una lista ambientalista per la Moratti, le trattative sono in corso da tempo. Sarebbe un bel colpo per il sindaco.
Con la Lega sulle barricate per abolire Ecopass e chiudere il centro, il Pdl orientato a una congestion charge ma gratis per i residenti, ha vinto il rinvio. «Sarà bene ascoltare il parere dei cittadini - ha ammesso la Moratti - la loro parola è molto importante». Il referendum dovrebbe tenersi il 12 giugno, «l’accorpamento con quelli nazionali ci farebbe risparmiare 3 milioni ma deciderò con comitato e maggioranza perchè serve una modifica del regolamento comunale». Se il quesito indica in 60 milioni la spesa per ampliare il ticket e nell’innalzamento del pedaggio a 5 e 10 euro lo strumento per coprirla, la Moratti prende già le distanze: «Sono esosissime, non metteremo mai tariffe così alte. Loro sono bravi a indicare delle linee ma quando si tratta di indicare coperture nei bilanci alzano tasse». L’accordo preso ieri al tavolo di maggioranza invece stabilisce che se passasse il «sì» il Comune attingerebbe ai fondi in arrivo col federalismo. E «sono escluse cifre così alte» ribadisce anche il vicesindaco Riccardo De Corato che ha presieduto il comitato di esperti, «non siamo d’accordo su quella parte del referendum». De Corato parla di «una condivisione della maggioranza sulla relazione dei saggi», ma «decideremo dopo il 12 giugno, è democratico attendere il referendum». Per il leghista Matteo Salvini invece «di Ecopass non si allarga niente, chi oggi non paga deve continuare a non pagare. Abbiamo ascoltato con rispetto i saggi, ma è una scelta “saggia“ aspettare l’esito dei referendum». Premesso che il Carroccio «farà campagna per il no. Lo spunto positivo del quesito è la proposta di chiudere il centro ma propone anche l’estensione di Ecopass».
Sciolti altri nodi del programma, anche se c’è una settimana in più di tempo visto che il lancio con il premier Silvio Berlusconi in Triennale slitta dopo il 21 marzo. Per i bonus sociali dovrebbe essere introdotto il tetto dei 5 anni di residenza in città e almeno 10 in Italia, per ridurre la distribuzione agli extracomunitari. Niente consulta per gli immigrati: la formula generica diventa «sarà definito uno strumento di coinvolgimento e consultazione delle comunità straniere». Il segretario provinciale della Lega Igor Pezzi ha fatto cancellare anche la parola «permanente».