Ecopass, l’unica certezza è che domani si paga

La tregua è finita, da domani chi entra in centro e inquina torna a pagare. Le ferie di Ecopass sono durate dal 2 al 20 agosto, ma dato che il weekend passare sotto le telecamere è sempre gratis, il provvedimento di fatto torna operativo dal lunedì. Dal primo giugno anche i veicoli Euro 4 senza filtro antiparticolato si sono rassegnati al regime di ticket. Sul futuro del provvedimento invece si preannuncia un autunno caldo: dopo le prime due riunioni di analisi sui dati, dai primi di settembre tornerà a riunirsi la commissione dei saggi voluta dal sindaco e dai partiti di maggioranza a Palazzo Marino per studiare le possibili alternative al ticket e deciderne il futuro. «Da settembre riprenderemo il lavoro - conferma il vicesindaco Riccardo De Corato, che è anche assessore alla Mobilità e dirige la commissione - e entro novembre o al massimo dicembre presenteremo ai partiti e a Letizia Moratti l’esito del lavoro». E la Lega vorrebbe già restringere le ipotesi: «Ecopass è un’esperienza superata - torna a ribadire il capogruppo milanese Matteo Salvini -, ha esaurito i suoi effetti quindi bisogna ragionare su interventi più duraturi come il centro chiuso alle auto o le targhe alterne».
Tant’è, il tavolo dei saggi presieduto dal vicesindaco e composto dal presidente di Mm Lanfranco Senn (invitato dalla stessa Moratti), dal professore di Pianificazione dei trasporti Fabio Casiroli, indicato dal Pdl come l’ex numero uno dell’Agenzia per la mobilità e l’ambiente Gianpaolo Corda, il professore di Fisica dell’Ambiente Flavio Boscacci in «quota» Lega, l’architetto Andrea Airoldi scelto dall’Udc e da due ingegneri dell’Atm, ragiona ad ampio spettro per ridurre il traffico in centro e migliorare la qualità dell’aria. Raccogliendo cifre e anche modelli presi in prestito da altre città europee, la Commissione Ecopass darà ai partiti gli elementi per decretare la morte o l’estensione del ticket e per scrivere la politica anti-smog nel programma elettorale del 2011. Sul tavolo quindi non solo il ticket allargato ma anche centro storico, la trasformazione da pollution a congestion charge, ossia un ticket che pagano tutti e non solo se hanno il motore inquinante per abbattere il traffico oltre che lo smog e infine le targhe alterne da adottare nei giorni di maggior superamento del Pm10.
L’impressione comunque è che almeno fino alle elezioni di giugno non cambi nulla. A fine anno la giunta comunale dovrebbe confermare il test almeno fino alla fine del mandato senza cambiare classi e tariffe, il prossimo sindaco deciderà come intervenire. E Pdl e Lega (con la Moratti) metteranno nel programma elettorale l’esito del lavoro dei saggi e del braccio di ferro - inevitabile - tra i «colonnelli» dei partiti.
Chi insiste sulla trasformazione di Ecopass da tassa sui motori inquinanti a tassa per tutti sono i promotori dei cinque referendum per l’ambiente e la mobilità di Milano, arrivati a circa mille firme (ma per chiamare i milanesi alle urne ne servono quindicimila entro il 6 novembre). Per accelerare la raccolta, l’ex assessore all’Ambiente e «papà» del ticket Edoardo Croci, i consiglieri dei Verdi Enrico Fedrighini e di Milano Civica Carlo Montalbetti e il radicale Marco Cappato stanno organizzando tre giorni di «referendum days» dal 17 al 19 settembre con cento banchetti sparsi in città.