Ecopass, no a una tassa per poter ritornare a casa

«Se intendono far pagare tutti, non usciranno dal consiglio». La Lega è pronta a fare le nottate in aula per limitare i danni della trasformazione di Ecopass in una tassa sul traffico dal primo gennaio. La giunta Pisapia accelera, nei prossimi giorni l’assessore al Commercio Franco D’Alfonso e quello al Traffico Pierfrancesco Maran convocheranno le categorie, associazioni, Ordini e sindacati per sottoporre gli scenari sul tavolo e arrivare entro venerdì prossimo ad un primo orientamento sul futuro di Ecopass. Poi verrà aperto il tavolo con l’area metropolitana, per dare seguito al patto stretto nei giorni scorsi tra Pisapia e il presidente della Provincia Guido Podestà. Tre si è detto gli scenari: un pedaggio per tutti di 4-5 euro per entrare in centro o tariffe differenziate secondo gli orari della giornata (più alta nelle ore di punta) o in base alla stagione (si paga di più durante il blocco regionale dei mezzi inquinanti, dal 15 ottobre al 15 aprile). «Faremo di tutto, dalle raccolte firme ai ricorsi, per impedire che paghino i milanesi, o almeno chi dopo l’avvio di Ecopass ha investito su un’auto ecologica e rischia di essere cornuto e mazziato» avverte il lumbard Matteo Salvini. Ostruzionismo in aula. Ma sempre che il provvedimento ci passi davvero, nell’elenco delle delibere da discutere entro fine anno distribuito ai capigruppo nei giorni scorsi la voce non compare. «Mi rifiuto di pensare che Pisapia si rifiuti di adottare una misura del genere bypassando il consiglio, sarebbe gravissimo» gioca d’anticipo la Lega. Categorico anche il Pdl, con Giulio Gallera che all’ipotesi di ingressi scontati per i commercianti ribatte che «va bene tutelare i negozi ma non basta, i residenti non devono pagare o al massimo un abbonamento simbolico, pochi euro al mese».
Non ha mai fatto mistero di non gradire Ecopass, neanche quando al governo della città c’era il centrodestra e a proporre la misura è stato l’ex sindaco Letizia Moratti, l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo. «Non sono favorevole, penso che siano più opportuni incentivi ai comportamenti virtuosi che disincentivi e non credo che il provvedimento sia utile dal punto di vista dell’inquinamento». Ora che da pollution si trasforma in congestion charge, «almeno si fa un atto di onestà intellettuale, perché lo smog non si abbatte su un’area più ampia del centro di Milano, ma ribadisco l’opinione. E siamo sicuri che sia utile far pagare chi usa la città, chi contribuisce a renderla quello che è? Rischia di passare l’idea di una città un pò medievale, che chiude le porte e solo quelli che vivono in centro hanno il diritto di starci».
Il Pd incontrerà l’assessore Maran lunedì e solo dopo tirerà le fila. Il confronto aperto con la città? Non dice finalmente, ma quasi, «era da luglio che chiedevamo alla giunta di aprire un tavolo con le categorie». Il comitato promotore dei referendum scriverà nei prossimi giorni una lettera al sindaco per chiedere di essere inserito nel giro di consultazioni. E il presidente Edoardo Croci chiede che « vengano pubblicati i verbali delle riunioni. Questa amministrazione dice che la trasparenza è il suo punto di forza ma non ha ancora pubblicato on line il Rapporto Ecopass del 2010 e fino ad agosto 2011». Storce il naso a tariffe diversificate per fasce orarie («riempiamo i milanesi di bigliettini?») o al ticket stagionale. Anche i referendum invece «parlavano di esenzione per i mezzi ecologici, e si potrebbe arrivare agli Euro 5, e di agevolazioni per i residenti. Si può pensare a abbonamenti o carnet di ingresso». Appunto.