Ecopass, la rivolta del commercio

L’assessore D’Alfonso contro il collega Maran: «Ideologico». Imprese pronte alla protesta. GIUNTA DIVISA Al centro della disputa interna le regole per i mezzi di servizio. GLI ARTIGIANI «Vogliamo abbonamenti e riduzioni. O avremo posizioni più dure»

Maran ecologista «ideologico». La frecciata arriva dal collega l’assessore al Commercio Franco D’Alfonso. A dividerli il trattamento da riservare al traffico di servizio rispetto a Ecopass. Se il titolare alla Mobilità di Palazzo Marino Pierfrancesco Maran continua a sostenere la linea integralista della tariffa uguale per tutti (con agevolazioni per la sosta), D’Alfonso pensa sia giusto fare uno sconto a furgoni e furgoncini, ovvero a tutti coloro che entrano nella Cerchia dei Bastioni in auto per esigenze di lavoro. Ma se Maran ha una «posizione ideologica» bisognerebbe sentire cosa pensa D’Alfonso del collega alla Cultura Stefano Boeri, che propone un ticket a 14 euro sull’ esempio di Londra...
«La sostanza del contrasto con Maran è sul principio- spiega D’Alfonso in un’intervista ad Affaritaliani -. Lui sostiene che uno che ha l’abbonamento poi se ne approfitta e va in giro per la città senza limiti. Secondo me questa è una posizione ideologica». Maran «rigoroso», D’Alfonso no? «È sbagliato. Su 140mila ingressi quotidiani in centro, il traffico di servizio non è superiore al 15%, una frazione molto minoritaria rispetto al totale. Non solo, si tratta di traffico non riducibile perché al 99% adibito al “trasporto cose”». Il mondo produttivo chiede un abbonamento dimezzato- 100 ingressi a 250 euro -, l’assessore D’Alfonso contropropone - questo il punto di frizione con Maran - «un pass che equivalga a 50 giorni e un piccolo sconto».
«Il problema dei commercianti non si pone, si pone il problema dell’utilizzo della città per i servizi ai cittadini» la linea del sindaco. «Sul provvedimento - ha spiegato Pisapia - è stata trovata la quadra al 99% e questo mi sembra un passo avanti». Quanto ai possibili interventi a favore dei commercianti «resta una questione da approfondire, con la stessa logica di condivisione» utilizzata per le altre scelte. Alla giunta di venerdì spetterà decidere, ma sulle richieste dei commercianti il tema è «l’utilizzo della città per i servizi ai cittadini», che per il sindaco è una «cosa ben diversa dalla questione dei commercianti».
Commercianti che sono già sul piede di guerra. «Non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare ad abbonamenti o alla tariffa ridotta» gridano a gran voce gli artigiani. «Sostanzialmente le due soluzioni non sono diverse - spiega Marco Accornero, segretario generale dell’Unione degli artigiani della provincia -. Se non venissimo ascoltati, potremmo prendere posizioni un po’ dure». L’appuntamento è per questo pomeriggio, quando le 14 sigle del mondo produttivo si riuniranno per decidere le azioni da intraprendere contro le decisioni del Comune. E dei giorni scorsi la minaccia di ricorsi al Tar, scioperi o manifestazioni. Sempre per oggi - non a caso- è fissata la conferenza stampa del comitato promotore dei referendum ambientali, capeggiatao dal radicale Marco Cappato in maggioranza.
In difesa del mondo produttivo scende anche l’assessore regionale al Commercio Stefano Maullu: «Pisapia dice che il problema dei commercianti non si pone. Io credo invece che proseguire imperterriti senza considerare i problemi delle categorie produttive sia una decisione scellerata. Il rischio è che a pagarne il conto, salatissimo, siano i milanesi».
Intanto il Pd fa quadrato intorno a Maran con il coordinatore Francesco Laforgia: «La strada tracciata dall’assessore è quella giusta. Bisogna andare avanti sulla congestion charge con coraggio e senza deroghe che ne stravolgano la finalità».