«Ecopass: sì al giurì, i cittadini vanno garantiti»

Piace anche al difensore civico di Milano l’idea che a giudicare gli effetti dell’Ecopass sia un giurì indipendente. «I cittadini vanno garantiti. Rassicurati che a pesare non sia nessuna pressione politica».
Dottor Barbetta, giusto affidarsi a un giurì?
«Certo. Formato da professori universitari e scienziati. Ci vuole gente esperta della materia, ma non solo».
Che altro?
«Oltre alla scientificità, che in fondo non è difficile da trovare, è necessaria l’indipendenza».
È questo il senso del giurì.
«Parliamo di qualità dell’ambiente e traffico, due problemi decisivi per la città. Il ticket può essere un provvedimento importante. Ma a patto che il giudizio sulla sperimentazione abbia il crisma dell’affidabilità».
Come si fa?
«L’ho detto, la competenza scientifica deve essere accompagnata da un’evidente indipendenza rispetto alla responsabilità politica degli organi comunali e alle responsabilità tecniche di chi gestisce l’operazione».
Come a dire che controllati e controllori non devono essere dalla stessa parte. Un po’ come è successo con i parcheggi sotterranei. E gli effetti si sono visti.
«C’è di più. Il giurì non si dovrebbe limitare a lavorare su dati emergenti da un piano di analisi predefinito da altri soggetti».
Spieghi.
«Ancor prima delle risposte, professori e scienziati devono chiarire e condividere le domande a cui dare risposta».
Per esempio?
«Se è abbastanza comprensibile la misurabilità della diminuzione del traffico che ha come obiettivo un meno 10 per cento, meno evidente è la misurabilità dell’inquinamento».
Il sindaco Moratti l’ha fissata al meno 30 per cento.
«Ma i trenta diversi interventi promossi dal Comune per combattere lo smog rendono più difficile stabilire quale sarà l’effettiva incidenza di un singolo provvedimento come l’Ecopass».
A questo dovrebbe servire il giurì di esperti.
«Sarà utile solo a tre condizioni: l’individuazione condivisa degli interrogativi da porre, il raccordo tra lavoro del giurì e impostazione del monitoraggio e la palese indipendenza».
Vuol dire che i dati così come escono in questi giorni sono inutili?
«Bisogna uscire dal clima caldo dei primi tempi. Superiamo questa prima fase da Tutto il calcio minuto per minuto con cifre che si susseguono frenetiche inquinate dalla lotta politica. Lasciamo sedimentare l’esperienza».
La commissione va creata subito per impostare il lavoro di monitoraggio?
«Sì perché prima delle risposte serve un accordo sulle domande».
Potrebbe farne parte anche il difensore civico.
«Io non mi sottraggo. A patto che la mia presenza possa essere utile e non una forzatura. Solo un contributo per dare più certezza alla gente».