Ecopass, si decide tutto I commercianti in trincea: senza sconti ricorsi al Tar

Ecopass, oggi il D-day. Mentre la giunta si prepara a prendere la decisione finale sulle linee programmatiche della congestion charge, i commercianti affilano le armi e scendono in trincea. Pronti a scatenare la guerra. «Se la soluzione varata dalla giunta non terrà nella giusta considerazione il traffico di servizio, valuteremo il da farsi» annuncia minaccioso Simonpaolo Buongiardino, amministratore dell’Unione del commercio. Alle 13,30 gli assessori sono chiamati a scegliere tra le due ipotesi ancora sul tavolo: una linea più oltranzista, sostenuta dall’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran e dai Verdi di Palazzo Marino, oltre che dalle sigle ecologiste e dal comitato referendario, e una linea più morbida, capeggiata dall’assessore al Commercio, Franco D’Alfonso. La prima prevede una congestion charge «dura e pura»: 5 euro di ingresso per tutti, con agevolazioni per la sosta per il mondo produttivo (parcheggio gratis nelle strisce blu e raddoppio delle piazzole per il carico - scarico merci) e una congestion più blanda con tariffe ridotte per il traffico di servizio, quello di furgoni e furgoncini, artigiani, mezzi edili.
E se in giunta rischia di andare in scena uno scontro tra lobby e interessi contrapposti a dare qualche suggerimento, piuttosto esplicito, agli assessori ci pensano i commercianti. Il mondo produttivo che si raccoglie dietro 14 sigle, ha le idee ben chiare in proposito: o la giunta istituisce abbonamenti di favore per il traffico di servizio - 250 euro per 100 ingressi in un anno - o «ci muoveremo di conseguenza». I rappresentanti dell’economia cittadina bocciano anche il «piano B» del Comune ovvero l’individuazione di deroghe ad hoc, di giorno in giorno, per i «forzati dell’auto in centro», con certificazione o fattura. «Un sistema irrealizzabile nella pratica: noi siamo per un provvedimento semplice - spiega Buongiardino - per questo chiediamo tariffe scontate sotto forma di abbonamento: così uno lo compra e non ci pensa più». Esattamente il motivo per cui l’assessore Maran è contrario: l’abbonamento incentiva l’uso della auto, l’effetto esattamente opposto a quello che il Comune punta a ottenere.
L’aut aut al governo cittadino, dicevamo, tradotto significa: ricorso al Tar - fa scuola il precedente dell’impugnazione della delibera della giunta Moratti sul carico e scarico che venne accolta dai giudici amministrativi - raccolta firme o referendum contro Ecopass, sciopero o manifestazioni. Ha le spalle coperte Simonpaolo Buongiardino, che guida la rivolta: un patto di acciaio tra Unione del Commercio, Unione degli artigiani, Assolombarda, Compagnia delle Opere, associazioni di trasportatori e corrieri. Aspettano solo di conoscere il verdetto di palazzo Marino - che venerdì diventerà una delibera di giunta - prima di riunirsi mercoledì per decidere quale arma affilare per prima.
Alle 13,30 si sono dati appuntamento anche i militanti della Lega Nord, che hanno organizzato in piazza Scala un presidio di protesta e una raccolta firme contro Ecopass - 50 i gazebo allestiti in città - in difesa di un’altra categoria: «Quella dei 100mila milanesi che saranno tartassati».