Ecopass, il sindaco al Pdl: "La salute e l’ambiente vengono prima dei voti"

La Moratti replica allo stop del ticket chiesto dai consiglieri: "Per curare la città si può rinunciare a un po’ di consenso"

«Prendersi cura dell’ambiente e della salute dei cittadini significa anche, se necessario, rinunciare a qualche voto». Il sindaco Letizia Moratti fa la lista degli aiuti alle famiglie che il Comune ha lanciato negli anni del suo mandato. Bonus bebè, buoni scuola. Non lo cita per nome «Ecopass». Ma dal palco delle Stelline, dove ieri ha partecipato a un incontro organizzato dagli ex democristiani del Pdl, sembra parlare a quei consiglieri comunali del partito - e sono la maggior parte - che venerdì durante il primo confronto sul programma elettorale, hanno detto alt al ticket. In futuro, è stato l’input, la zona rossa va estesa ai confini della città e per entrare «devono pagare solo i pendolari». Che, per inciso, alle prossime comunali non voteranno. La Moratti, fan della congestion charge, la tassa d’ingresso per tutti (residenti e non), ha preso nota e non si è sbilanciata. Ma ieri ha puntualizzato che «un buon politico deve avere a cuore l’interesse più vasto, la salute anche di chi non può permettersi i weekend fuori porta», quelli che servono a rigenerare i polmoni. E anche «se significa perdere alcuni voti».
Anche su Ecopass, ma soprattutto sul lancio della candidatura e l’ipotesi di liste civiche che la sostengano, il sindaco si confronterà domani pomeriggio a Palazzo Marino con il coordinatore regionale del Pdl Guido Podestà e nazionale Ignazio La Russa. Si parla di tre liste, capaci di attrarre il voto di ambientalisti, comitati, società civile: caldeggiate dal sindaco, ma guardate di traverso da una parte del Pdl che teme una dispersione di voti a tutto vantaggio della Lega. Apre il ministro La Russa: «Non ne abbiamo ancora parlato, ma non escludo affatto. Purché rappresentino qualcosa di aggiuntivo rispetto alla consistenza del Pdl che esprime il sindaco e della Lega che è l’alleato principale. Ne discuteremo tranquillamente ma ci vuole ancora del tempo». Da giorni intanto sui muri della città campeggiano i manifesti preparati dalla Moratti in vista delle elezioni. Non c’è il volto, ma solo le cifre degli obiettivi raggiunti, più verde, più posti all’asilo, meno reati. E non ci sono i simboli dei partiti, perchè «i valori, i numeri e le azioni - precisa - rispondono ad un’azione di governo che non guarda solo ai partiti, ma alle cose fatte per i cittadini». E se Luca Cordero di Montezemolo e Massimo Cacciari corteggiano l’ex sindaco Gabriele Albertini e puntano su una candidatura del terzo polo a Milano per far decollare da qui il progetto di una grande lista civica nazionale, la Moratti ribatte: «Credo che i cittadini non siano interessati alle formule politiche, ma alle azioni». Al candidato della sinistra Giuliano Pisapia che ha già annunciato come priorità della sua (eventuale) azione da sindaco il registro delle coppie di fatto, replica con l’elenco degli aiuti alle famiglie tradizionali. E attacca «la sinistra che nega il valore delle persone, usa solo formule distruttive e basate sull’odio. Avremmo bisogno di un’opposizione propositiva, ma purtroppo non è così». La sfida è partita.