«Ecopass, la stangata per entrare in città la paghino i pendolari»

Da ticket antismog a tassa di scopo. Pagano tutti. Ma i milanesi pochissimo. Forse niente, visto che i confini di Ecopass potrebbero essere allargati a tutta la città. Una «zona rossa» estesa ai massimi termini, per ridurre al minimo le entrare e uscite - a pagamento - dei residenti sotto le telecamere. Il ticket resta congelato nella versione attuale almeno fino a settembre 2011. Ma la stangata più cara in futuro dovrebbero pagarla i pendolari, sapendo che le risorse verranno reinvestite per potenziare i trasporti di superficie e le metropolitana verso l’hinterland. É la linea dettata dai consiglieri comunali del Pdl riuniti ieri in conclave dalle 10 alle 17 all’hotel Enterprise di piazza Firenze. Il comitato dei saggi presieduto dal vicesindaco Riccardo De Corato sta ancora lavorando sulle ipotesi per modificare il ticket, prima di Natale presenterà i risultati al sindaco e il resoconto sarà oggetto di discussione con i colonnelli di Pdl, Lega e Udc per inserire il progetto nel programma elettorale. L’input che arriva dalla base, in primis dal capogruppo Giulio Gallera ma la maggior parte dei consiglieri sono allineati, è «far diventare Ecopass una tassa di scopo, pagano tutti per rafforzare i mezzi pubblici, ma i milanesi poco o addirittura niente e in maniera più consistente invece chi viene da fuori».
Letizia Moratti si è fermata quattro ore e ha preso nota di tutte le proposte emerse al tavolo. Come quella del consigliere Carlo Fidanza di adottare il quoziente familiare per servizi, bonus, tasse comunali: si aprirà un tavolo per approfondire le modalità, ma in futuro le famiglie con più figli avranno tariffe scontate. Per la salute dell’ambiente: incentivi per rottamare le vecchie caldaie, per installare impianti fotovoltaici, prevedere tre-quattro piazzole per lo smistamento delle merci che in città dovranno proseguire il viaggio a bordo di furgoni elettrici, recupero degli alloggi sfitti nelle case Aler, wi-fi in tutta la città. Ancora: aree dedicate ai mercati ambulanti, detassazione per far aprire i locali nel centro storico, accorpare in futuro assessorato alla Casa e Arredo urbano. Dal sindaco un appello a serrare i ranghi in aula per votare il Piano di governo del territorio entro fine mandato, e dare una «lezione» all’opposizione del no.
Più accesa la prima parte del vertice, dedicata alle liste elettorali. Il coordinatore cittadino Luigi Casero ha garantito che tutti gli assessori e i consiglieri uscenti potranno ricandidarsi. Ma addio ai doppi incarichi: chi sceglie di salvare la poltrona nei cda delle partecipate dovrà liberare il posto in aula. Anche se il Pdl lavora a un decreto al Milleproroghe per far slittare il taglio degli assessorati da 16 a 12 e delle liste elettorali da 60 a 48 per le grandi città con più di un milione di abitanti, come Milano e Napoli. Si vedrà. Ieri il diktat ha già sollevato mal di pancia: qualcuno chiede che lo stesso rigore venga preteso per i doppi incarichi in politica, parlamento o Ue. Nasi storti anche per le liste civiche che il sindaco vorrebbe a sostegno della candidatura. Il Pdl vuole confermare e migliorare il risultato del 2006 e teme una dispersione del voto. «La nostra deve essere una lista forte» afferma Gallera. E dovranno farne parte anche assessori come Mariolina Moioli, fedelissima del sindaco e non ancora entrata ufficialmente nel Pdl.