Ecopass, troppe multe Salvini: «Cartelli ambigui Vigili sulle preferenziali»

Un anno e mezzo dopo, non è cambiato (quasi) nulla. Duemila multe al giorno - tre ogni minuto - per Ecopass. Circa ottocento (una ogni due minuti) sulle corsie che sono diventate off limits a moto e auto lo stesso giorno in cui scattò il ticket. «O i milanesi sono cretini, o c’è ancora qualcosa che non funziona sulla comunicazione». Il capogruppo della Lega Matteo Salvini torna a fare i conti delle sanzioni e a ribadire che «non si può fare cassa alle spalle degli automobilisti che trasgrediscono inconsapevolmente. Bisogna migliorare la segnaletica, anzi chiedo al sindaco Letizia Moratti di mettere un vigile ai varchi delle cinque ztl per almeno tre mesi». Da gennaio a luglio sono passati sotto le telecamere delle corsie riservate di corso di Porta Ticinese, Porta Vigentina, Magenta, via degli Olivetani e via Lamarmora 144.023 veicoli «fuorilegge». In cima alla classifica Porta Vigentina (con 52.924 sanzioni) e corso Magenta (con 46.059). Il mese nero è marzo, mentre le multe crollano a luglio sotto quota seimila sia per Ecopass che per le ztl. Implacabili anche gli occhi piazzati sui 53 varchi del ticket, hanno fotografato in sette mesi 265.019 targhe.
Considerando che l’anno scorso, tra gennaio e maggio, erano state 294mila «e il provvedimento era appena partito, quindi era una fase di rodaggio» una tale valanga di multe allora «poteva essere comprensibile - ammette Salvini - ma che un anno e mezzo dopo il trend non si sia abbassato in modo significativo dovrebbe farci riflettere: miglioriamo la segnaletica, piazziamo i vigili almeno per tre mesi. Ben venga la mano pesante contro doppia fila, sosta sui passi carrai, auto che bloccano il passaggio dei mezzi». Ma 400mila multe, moltiplicate per 81 euro ammontano a un tesoretto di circa 32,4 milioni di euro accumulato (salvo ricorsi) solo negli ultimi sette mesi. «Non pensiamo a fare cassa» insiste Salvini. La confusione regna soprattutto tra i motociclisti, non a caso la Lega torna a chiedere di «riaprire almeno le corsie preferenziali alle due ruote». Insiste non sulla linea dura, ma durissima, contro chi trasgredisce ben sapendo di farlo, e causando un danno grave agli altri. «Siamo inflessibili, ad esempio, contro l’odioso fenomeno della sosta negli spazi riservati ai disabili». In città ci sono 3.963 aree e sono stati rilasciati 23.203 contrassegni. Ma tra 2008 e i primi sei mesi dell’anno sono stati multati solo in 14.644 per aver posteggiato la macchina senza pass.
Palazzo Marino intanto cerca di risolvere il caos sui rimborsi delle multe già pagate e quelle da condonare per il primo mese di Ecopass, gennaio 2008. Già un mese fa infatti il sindaco aveva alla fine ceduto alle pressioni della Lega, che da tempo chiedeva una sanatoria che annullasse almeno le multe prese nel primo mese quando la segnaletica «non era sufficiente e chiara per i cittadini», lo ha ammesso pure Letizia Moratti, e il Comune aveva garantito il rimborso anche per chi da allora ha già pagato. Ma non c’è una legge che lo consenta, e l’avvocatura comunale ha subito sollevato delle obiezioni. «Abbiamo inviato una richiesta precisa a tutti gli enti competenti, compresa la Corte dei conti», assicura l’assessore al Bilancio Giacomo Beretta, che rimane positivo: «Spero che le risposte che aspettiamo arrivino entro fine mese e che si possa prevedere quella spesa già nella fase di bilancio preventivo».
Nei giorni scorsi è partito inoltre il sondaggio sulla Mobilità ordinato dal Comune ad Eurisko. La società di indagine non si limita a sondare gli umori dei milanesi su Ecopass (come era l’intenzione iniziale di Palazzo Marino, dopo le pressanti richieste del Carroccio) ma allarga lo spettro alle varie iniziative anti-traffico e inquinamento messe in campo dalla giunta Moratti, dal car al bike sharing alle isole pedonali. Sul futuro di Ecopass, i milanesi intervistati possono dire cosa pensano di un’ipotesi di allargamento dell’area, della trasformazione da pollution a congestion charge della chiusura totale o parziale del centro storico.