Ed ecco a voi il «Who’s who» del jazz italiano

Da 25 anni la rivista mensile Musica Jazz di Hachette/Rusconi editore in Milano, una delle più quotate in campo internazionale, pubblica a fine anno i risultati di un referendum che segnala, attraverso i voti di una sessantina di esperti, i dischi e i musicisti migliori del jazz e delle espressioni derivate.
L’esito è molto atteso dai solisti e dai complessi che sono presi in esame, e desta interesse anche in ambienti diversi da quelli della musica afro-americana. Quest’anno, in particolare, la rivista ha scelto per la prima volta di concentrare la propria attenzione sul jazz italiano per sottolineare che oggi il suo livello artistico è riconosciuto in tutto il mondo. Il «Top Jazz 2007» è suddiviso in nove graduatorie. Per il «disco dell’anno» c’è una vittoria ex aequo per l’album Al Tempo che farà di Paolo Damiani, realizzato da Egea, e The Third Man del duo Enrico Rava-Stefano Bollani (Ecm). Quale musicista dell’anno è stato scelto, come altre volte in questi ultimi tempi, il trombettista Enrico Rava, e quale formazione dell’anno ha vinto l’Italian Instabile Orchestra. Il migliore nuovo talento è il pianista umbro Giovanni Guidi; miglior compositore e arrangiatore è risultato Dino Betti van der Noot. Fra gli ottoni (trombe e tromboni) è prevalso il trombonista Gianluca Petrella; fra le ance (sassofoni e clarinetti) il sassofonista friulano Daniele D’Agaro. Nella categoria che ha unito pianisti e chitarristi si sono piazzati al primo posto rispettivamente Stefano Bollani e Roberto Cecchetto; negli strumenti della sezione ritmica ha trionfato il batterista Roberto Gatto.
Nel numero di gennaio 2008 che esce in edicola in questi giorni, la rivista Musica Jazz pubblica integralmente le nove graduatorie e tutti i voti di ciascun esperto. In più, un Cd allegato al fascicolo permette di ascoltare tutti i vincitori e in più un «piazzato d’onore», cioè il trombettista Fabrizio Bosso giunto secondo nel 2006 e nel 2007.