Eddy, l'eroe antidroga Un «angelo» a Milano

Edward Gardner, 63 anni, ghanese, è stato picchiato due mesi fa da alcuni spacciatori perché andava nel parco a convincere i ragazzi a non drogarsi. Da ieri è nei City Angels, che sosterranno la sua «missione»

Gli occhi buoni lo fanno assomigliare a Morgan Freeman. Se si ragiona di un premio pensa a quante mucche potrebbe corrispondere. Ma quando gli chiedi «chi te lo fare?» non si dà arie da martire: «Because sono fatto così. I miei sette figli sono in Ghana, e non posso vederli, allora parlo con quelli degli altri, e Dio provvederà anche ai miei».

Non ci parla ma pensa sempre a loro, Eddy. Anche quando va in giro per parchi e giardini a raccattare ragazzini per tirarli fuori dai giri strani. «Predicatore antidroga»: lo chiamano così per questo. E per questo, due mesi fa, una spedizione punitiva di spacciatori del quartiere lo ha ridotto in fin di vita. Gli hanno spaccato una mazza da baseball sulla testa, mandandolo in coma.

Ieri per la prima volta è tornato lì, nei giardini Muccioli in via Stendhal. Ora con la mano rotta non può più suonare la chitarra come faceva nelle strade di Firenze per tirare avanti. La ferita sul labbro lo preoccupa, ma almeno ha ricominciato a parlare, e vuol farlo «più forte di prima»: «Anche perché ora non ho più paura, ci sarà qualcuno alle mie spalle, quando avrò qualcuno davanti». I City Angels lo hanno «arruolato», e candidato all'Ambrogino d’oro.

Eddy non ha dormito per l'emozione. Ma tanto non dorme mai, nella casa della Caritas di via Brambilla: «Troppa gente che russa, un concerto di sound diversi». L'unico problema è che ha dovuto comprarsi scarpe e pantaloni per la divisa: con gli sconti certo, ma «quanti giorni mangiavano i miei con 35 euro?». La camicia invece gliel'ha regalata il capitano dei carabinieri. Una signora che l'ha aiutato lavora nell'abbigliamento, così Eddy oggi si ritrova una giacca firmata, arancione, di cui va giustamente molto fiero.

Ha 63 anni, Eddy, e da 16 vive in Italia. Ma non vuole invecchiare qui. Due anni. Altri due anni di lavoro, e quando avrà messo da parte il necessario potrà comprare il terreno, i mattoni, le mucche, le galline e il mangime. Ha già fatto tutti i conti: andrà a nord, in Burkina Faso. Sceglierà altre cinque mucche e le porterà nel suo villaggio. Ne ha già sette. Ora lì hanno imparato come può essere redditizio: allevare, vendere, macellare gli animali. Eddy ha bisogno di una grande casa: «Sette figli, nove nipotini, a lot of problems». Quattro sono arrivati tutti insieme: «Io e Mary ci siamo innamorati a scuola, e abbiamo avuto subito quattro gemelle, poi gli altri». Ora Mary non gli risponde più al telefono. Hanno litigato: dopo il pestaggio lui era tornato a casa grazie a una colletta raccolta alla ditta per cui lavora. Mary non voleva lasciarlo ripartire, per questo è tornato in Italia senza valigie e vestiti. Le donne belle le guarda, ma non ha mai avuto nessun'altra, se non la sua Mary: «Come potrei telefonare a casa la sera? E comunque non ho tempo». Si sveglia alle 5, mezz'ora a piedi per arrivare alla metro. Oggi fa il magazziniere. E spera in una casa popolare.

Nel 1982 sbarcò a Civitavecchia con una nave in cui si nascose all'alba a Tema, città-porto del Paese. Aveva addosso due chili di pane, nascosto sotto la giacca. Pane e olio per tredici giorni. Ma in Ghana - come tanti - non riusciva più ad andare avanti lavando macchine e allevando bestie. Un anno lo ha passato a Roma: dormiva alla stazione Termini. Le suore portavano latte e pane e latte tre volte al giorno: «La gente buona è la maggioranza - pensa lui - è così che il mondo va avanti». Eddy ha riportato sui binari un bel po' di ragazzi. Anche un quarantenne, che ogni giorno si faceva fuori fino a 120 euro di coca. Tre-quattro sniffate. Lo ha sfidato, è passato a due. Un giorno poi si è fatto dare i 90 euro che Fabrizio aveva già preparato per le dosi. Sono andati insieme a comprare un Mp3, e Fabrizio ha voluto salvarci subito una canzone di Vasco: era «Va bene così». «Che bella giornata», ha detto Fabrizio uscendo di casa la mattina dopo.