Edf, in rosso la produzione col nucleare

da Milano

Edf, primo produttore al mondo di elettricità generata da centrali nucleari (cioè quella considerata meno cara), è in attivo solo grazie ai suoi settori di trasporto e distribuzione (lew reti ad alta e bassa tensione), cioè i settori non sottoposti alla concorrenza, altrimenti continuerebbe a essere in rosso. Lo affermava ieri il quotidiano francese Les Echos, rilevando come nel 2004 la produzione abbia perduto 99 milioni di euro mentre il trasporto ne abbia guadagnato 347 milioni e la distribuzione 655 milioni. «I presidenti passano, ma il problema resta: la produzione riduce le perdite dal 2002 (meno 1,28 miliardi di euro) ma resta in rosso» scrive il quotidiano. Secondo un concorrente di Edf, citato dal giornale, «l'attività di produzione, che integra anche la commercializzazione, è sempre deficitaria e sovvenzionata dalle tariffe di accesso alle reti di trasporto e distribuzione». Sono a suo avviso così «i concorrenti a contribuire ai risultati di Edf attraverso una tariffa di accesso alla rete esorbitante». In Italia è da qualche tempo in corso una campagna per il ritorno al nucleare, queste cifre, finora poco conosciute nel nostro Paese, suonano come un campanello di allarme, anche se l’interesse dell’Enel verte su nuovi impianti (gli Epr) più avanzati rispetto a quelli attualmente in funzione. Enel, comunque, fino alla realizzazione dei nuovi reattori, ritirerà energia da Edf prodotta dalle centrali nucleari, e va detto che il prezzo richiesto dal gruppo energetico francese è decisamente più basso di qualsiasi altro concorrente europeo del settore.