Edf spariglia i giochi dell’energia Ue

Nuovo scrollone al risiko europeo dell’energia: ieri il gruppo francese Edf ha raggiunto un accordo con l’inglese Centrica che prevede due mosse. Edf acquisirà dagli inglesi il 51% della società elettrica belga Spe per 1,3 miliardi di euro, mentre Centrica acquisirà dai francesi il 20% del capitale di British Energy per 2,5 miliardi di euro. Edf aveva acquistato British Energy lo scorso settembre per 12,5 miliardi di sterline. Inoltre Edf e Centrica creeranno una joint venture per la costruzione di quattro centrali atomiche dell’ultima generazione nel Regno Unito.
Per Edf è un passo importante perché il Belgio si trova in una posizione strategica tra i due maggiori mercati europei: Francia e Germania. Spe è il secondo gruppo belga dopo Electrabel, a sua volta controllata da Suez-Gaz de France. Con una non voluta ironia il numero uno di Edf, Pierre Gadonneix, ha detto che l’ingresso di Edf in Belgio limiterà il peso di Suez su quel mercato. Si è però dimenticato di dire che in questo modo il Belgio diventa una succursale francese nel settore elettrico.
Con questo accordo, per il quale il ministro belga dell’Industria Van Quickenborne ha chiesto a Bruxelles di aprire un’inchiesta, Edf si assicura la costruzione assieme a Centrica di quattro centrali nucleari, inserendosi così nel programma elettrico di Londra. Il mercato inglese fa gola anche ai tedeschi di E.On che si sono alleati con l’altro gruppo tedesco, Rwe, per ritagliarsi una fetta di nucleare britannico. Sempre nel nucleare, ieri Gadonneix ha detto che sono in corso trattative con Enel, E.On e Suez per definire quali saranno le percentuali di capitale e le quote di energia prodotta nel reattore di Penly, che sarà il secondo impianto Epr in Francia, dopo quello di Flamanville in cui Enel ha il 12,5%.
La mossa di Edf mostra però almeno due altre cose. Primo: che tre anni fa l’ad dell’Enel, Fulvio Conti, aveva visto giusto quando aveva tentato la scalata a Suez, fallita per il veto del governo di Parigi che aveva poi spinto Suez e Gdf a fondersi. L’assalto a Suez aveva anche l’obiettivo di sbarcare in Belgio attraverso la controllata Electrabel. E aveva visto giusto anche l’ad dell’Eni, Paolo Scaroni, che lo scorso anno ha acquistato da Gdf la belga Distrigaz con il beneplacito del governo di Bruxelles. L’Antitrust Ue aveva infatti costretto i francesi a cedere la filiale belga del gas: si era fatta avanti anche Edf, ma era stata battuta dall’Eni. E ora Edf si è presa la rivincita nell’elettricità.
E a proposito di rivincite, vale la pena riferire l’opinione raccolta tra il management di gruppi del settore. Secondo questi personaggi, fra due anni Enel e Suez sono destinate a tornare a discutere una fusione. A dispetto dell’acquisizione di Endesa e della fusione con Gdf, infatti, nessuno dei due gruppi avrebbe ancora le dimensioni per confrontarsi con Edf ed E.On. E, ridotto l’indebitamento da un lato e realizzate le sinergie dall’altro, tempo due anni dovranno sedersi al tavolo per cercare un’alleanza. Suez-Gdf potrebbe crescere nel gas italiano, Enel nell’elettricità francese. E nel 2011 scade anche il patto di sindacato di Edison. Ma in due anni possono accadere tante cose.