Edf con TerniEnergia per dare più forza al fotovoltaico in Italia

nostro inviato a Terni

Edf, il gruppo francese dell’energia che utilizza soprattutto centrali nucleari, entra nel mercato italiano del fotovoltaico, per la produzione di elettricità con pannelli solari. Nel marzo dello scorso anno, infatti, Edf ha firmato un accordo per una joint-venture paritetica con TerniEnergia per la creazione di Terni Solarenergy preposta alla realizzazione di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni (con una potenza tra i 500 e i 1.000 kW) e per la vendita dell’energia prodotta. Il piano industriale prevede la realizzazione nei prossimi tre anni di impianti per una capacità complessiva di almeno 10-15 megawatt.
In provincia di Terni la nuova società ne ha già realizzato uno da 874 kW con un investimento di 4,5 milioni: i 4.160 pannelli coprono la superficie di 18mila metri quadri di un parcheggio. Per altri tre impianti sono state individuate le aree.
I pannelli fotovoltaici si prestano, infatti, a essere montati come coperture di parcheggi o sui tetti di capannoni industriali e abitazioni, senza sottrarre spazio ai terreni agricoli. Ma esiste un’altra faccia della medaglia, il costo che è di circa 4.800 euro per ogni kilowatt di potenza installata: assolutamente non competitivo con altre fonti di energia, che sono però più inquinanti. Alcuni governi europei, in testa la Germania che è stata imitata da Italia e Spagna, hanno così varato un piano di incentivi che vengono dati non alla costruzione dell’impianto, ma alla produzione di elettricità. L’Italia attraverso un provvedimento chiamato «Conto Energia» ha stabilito che sia il Gestore del sistema elettrico a ritirare l’elettricità prodotta dai privati con i pannelli fotovoltaici, garantendo per venti anni prezzi più alti di quelli di mercato. Ed è un vero affare, al punto che tutte le principali banche ci si sono buttate offrendo finanziamenti che arrivano fino al 95% dell’investimento.
Secondo un calcolo di TerniEnergia, un impianto da un MW di potenza con un costo intorno a 4,5 milioni richiede solo un 5% di capitale iniziale (circa 230mila euro), tutto il resto viene finanziato con un leasing a 15 anni dagli istituti di credito, con una durata di tutto il complesso produttivo che arriva a 25 anni. Gli ultimi 10 anni sono quindi tutti a favore di chi ha installato l’impianto, che ha però un leggero ma costante decadimento del rendimento.
Ma veniamo alle cifre degli incassi, che sono di tutto riguardo: dopo 20 anni di gestione l’utile netto complessivo arriva a 1,5 milioni su un investimento iniziale di 230mila euro.