Edge è la «large» Ford capace di annullare i rumori nell'abitacolo

È trascorso mezzo anno, generalmente la parte più dinamica in termini di vendita per il settore dell'auto e non si notano segni di ripresa. L'economia nazionale rischia la deflazione, ovvero una sostanziale diminuzione della domanda interna con relativa diminuzione dei prezzi. Ciò innescherebbe un processo perverso con ulteriore riduzione dei posti di lavoro. Parte il semestre europeo con presidenza dell'Italia e siamo tutti in attesa, pur se consapevoli delle difficoltà, che inizi una politica nuova, tendente alla crescita e non alla mera ragioneria del bilancio statale. Soltanto da questa spinta alla crescita concordata a livello europeo e fortemente voluta dal governo italiano, si riceverà energia e ottimismo in grado di alimentare una ripresa della propensione all'acquisto di autovetture.
Nel frattempo è bene notare come il settore dell'auto, in questi ultimi decenni, abbia realizzato una serie di investimenti quali/quantitativi nel miglioramento dei processi tecnologici di progettazione e costruzione delle vetture che hanno reso il prodotto longevo e affidabile. In passato si parlava di rodaggio del motore e della diversa qualità dell'output produttivo a seconda delle giornate in cui il veicolo veniva prodotto; ora i processi sono talmente avanzati che le tolleranze sono diventate insignificanti nella determinazione della qualità delle vetture prodotte. Prima l'acquisto di un usato era un carcere forzato e si andava allo sbaraglio, consapevoli di acquistare a basso prezzo, bassa qualità. Oggi tutto questo è morto e sepolto; vetture usate anche con 100.000 km, per altro oggi il chilometraggio indicato è veritiero, sono prodotti di qualità, garantiti, con ancora una lunga vita davanti. Un recente studio di Dekra ha dimostrato la diversa, ma ugualmente elevata qualità delle vetture usate certificate dalla Dekra stessa. Per quanto riguarda la affidabilità dell'usato, secondo l'indagine di Dekra, la parte del leone la fanno le vetture premium, ma anche i costruttori generalisti sono in grado di garantire longevità e affidabilità agli acquirenti delle loro vetture usate. La politica, a esclusione dell'on. Daniele Capezzone, che si batte per la giusta causa del mondo dell'auto, sembra indifferente a elaborare progetti di supporto e sviluppo. I recenti incentivi a favore delle vetture a basse emissioni sono risultati totalmente inadeguati per la ripresa del settore. Contiamo che il dinamismo dell'attuale esecutivo sia motivato a intraprendere politiche di sviluppo per il settore, come realizzato anche in Spagna. Non credo sia sufficiente introdurre degli incentivi che rivitalizzano il mercato ma hanno una durata temporanea; è invece più strategico recuperare l'evoluzione dei valori culturali dell'auto anche in presenza di nuovi modelli di utilizzo come il car sharing, il noleggio a lungo termine per i privati e in generale i contratti di possesso e non di proprietà.
Tutti modelli che si aggiungono al tradizionale processo di acquisto in contanti o a rate.
Senza dimenticare gli enormi investimenti in ricerca e sviluppo che hanno permesso di migliorare notevolmente il livello delle emissioni acustiche, atmosferiche, la sicurezza, il comfort, la durata, la affidabilità, l'allungamento degli intervalli di manutenzione. Speriamo che finalmente l'esecutivo ci ascolti.
*Presidente di Areté-Methodos