Edilizia, la giunta Veltroni fa miracoli

Miracoli e mattoni. Dopo il caso della Collina Fleming, sempre per «compensazione», il Campidoglio ha consentito a nove società non meglio identificate di spostare 42mila metri cubi inizialmente previsti a Tormarancia, zona inglobata nel Parco dell’Appia antica. Nel trasferimento però i metri cubi sono diventati 200mila. Moltiplicati cinque volte. Il nuovo mega-insediamento è previsto su terreni ex agricoli, tra la Magliana, la Portuense e il Trullo. Prima periferia romana, dove di tutto c’è bisogno meno che di altri mattoni. Tutto comincia a metà degli Anni 90 e dalle epiche battaglie a difesa dell’ambiente su Tormarancia e Malafede (dov’era prevista una lottizzazione di 2 milioni di metri cubi, da cui il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone trarrà linfa vitale per espandersi nel mondo imprenditoriale). A Tormarancia il cemento viene bloccato, a Malafede no. Non si può avere tutto.
Il Piano delle certezze voluto dal sindaco Francesco Rutelli introduce le «compensazioni»: chi s’è visto cancellare il diritto edificatorio nelle aree protette può chiedere di trasferirlo da qualche altra parte. Al gotha dei costruttori romani interessati a Tormarancia (meno Caltagirone) al posto degli iniziali 1,3 milioni di mc ne vengono «compensati» 1,9 milioni. In una sola notte - il 28 marzo 2003 - il consiglio comunale timbra 15 accordi di programma della giunta per complessivi 1 milione 300mila metri cubi appunto. Ne restavano altri 600mila. E qui entrano in gioco le nostre nove società. Tutte insieme a Tormarancia sono proprietarie di un fazzoletto: meno di 3 ettari. Cinque di queste srl hanno indirizzo allo stesso numero di corso Vittorio Emanuele II, amministrate da un’arzilla signora di 73 anni. Niente di illecito, per carità. Possibile però che in Comune, nel dar corso alla «compensazione», nessuno si chieda chi si celi dietro? I bene informati dicono che le nove società farebbero capo a una famiglia di grandi costruttori romani. Ma queste sono illazioni.
Torniamo ai dati di fatto. Una decima società, la Master Engineering srl, è, combinazione, proprietaria di 32 ettari a via delle Vigne. E, combinazione, è disponibile ad accogliere il «titolo edificatorio» delle nostre nove srl. La Master Engineering è lo studio di progettazione che sempre con «accordo di programma», cioè in variante al Prg, ha realizzato il mastodontico centro commerciale di Lunghezza su aree all’uopo acquistate. I terreni di via delle Vigne sono destinati dal vecchio piano regolatore ancora vigente a uso agricolo, anzi ad «Agro romano vincolato» (boschi e vallate). Ma non è un problema. Il nuovo Prg approvato il 20 marzo 2003 (ma non ancora in vigore, tuttora non è adottato) passa l’area da agricola ad «Ambito di trasformazione ordinaria» R 72 (si chiama così): si può costruire, insomma. Significa che il semplice «titolo edificatorio» fa lievitare il valore di un terreno a 250-300 euro per mc: cioè via delle Vigne schizza tra i 50 e i 60 milioni di euro sulla base dei 200mila metri cubi che saranno ottenuti. Come? Nel novembre 2004 i nostri Re Mida offrono gratis al Comune i 2,7 ettari di Tormarancia (comunque inedificabili), e la Master Engineering gli «regala» ben 22 dei 32 ettari: tanto - sostengono i residenti furibondi - sono quella parte di terreni (vallate, fossi e pendii scoscesi) inutilizzabili... In cambio ottengono di compensare 42mila metri cubi originari di Tormarancia con 59mila mc («per lo stesso valore commerciale») e di edificare tutti i 200mila metri cubi previsti nella zona. Gli uffici capitolini approvano il progetto senza fare una piega. Il consiglio comunale, ridotto a passacarte, avalla la convenzione: «Vantaggiosa per l’amministrazione comunale» assicura la delibera del 24 ottobre 2005. Sono 180mila metri cubi residenziali e 20mila mc commerciali. Con un prezzo di vendita a 3mila al metro quadrato - molto per difetto - l’affare messo in moto è di almeno 600 milioni di euro. Per riassumere, due domande sono d’obbligo. A chi fanno capo esattamente le società coinvolte in questo affare? E quando con precisione la Master Engineering è entrata in possesso dei 32 ettari di via delle Vigne? Ce n’è una terza: c’è un consigliere comunale che coltivi questa curiosità?
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