Edipo e Ifigenia come non li avete mai visti (e sentiti)

Al teatro Ulpiano arriva «Io non ti salverò», scritto e diretto da Stefano Napoli

In attesa dell’ultima «ondata» di debutti che, la prossima settimana, chiuderà le stagioni 2006/2007 di alcune ben note sale capitoline, diamo uno sguardo a quanto si agita nel pur fervido panorama degli spazi meno istituzionali. Spazi dove primeggiano i lavori firmati da autori e/o da registi giovani. Per esempio, all’Orologio (Sala Artaud) proseguono fino a domenica le repliche di un curioso testo del pugliese Leonardo Rizzi (anche regista), I gemelli Hemingway, dove si immagina che un aspirante scrittore, Ernesto Graziani, sia convinto di essere il figlio naturale del grande romanziere americano (tale presunta paternità troverebbe riscontro nel breve soggiorno che l’autore di Per chi suona la campana fece nel nostro Paese nel ’48). Tra note ironiche e crescente venerazione per il celebre genitore, il povero Ernesto (siamo nel ’78) saprà davvero trovare se stesso? Arriva poi dall’Umbria la compagnia Zoe-Teatro che da stasera presenta a India lo spettacolo Metallo di Michele Bandini ed Emiliano Pergolari: riscrittura del mito di Edipo che gioca sull'impiego del dialetto folignate e della musica eseguita dal vivo per restituire la storia eterna di Eteocle e Polinice (fino al 6 maggio). Torna invece a Roma da domani Stefano Napoli con il suo Io non ti salverò, pièce ispirata anch’essa alla tragedia classica (Scene dall'Ifigenia di Euripide suona il sottotitolo) dove la figura della figlia di Agamennone viene analizzata soprattutto alla luce del suo sacrificio (al teatro Ulpiano fino al 26 maggio). Restiamo nei paraggi della drammaturgia di tradizione e spostiamoci al teatro Ghione dove ha debuttato ieri l’allestimento del Macbeth di Shakespeare diretto dal trentenne Francesco Branchetti, anche interprete insieme con Isabella Giannone e Fabio Traversa. «La messinscena - spiega il regista - intende porre al centro le potenzialità negative dell’anima, la forza talvolta distruttrice della passione estrema, la solitudine che scaturisce dall’atto compiuto» (repliche fino al 13 maggio). Infine, al Belli restano in scena solo fino a domenica due atti unici diretti da Ivano De Matteo che fotografano con sagace ironia condizioni umane e rapporti interpersonali perfettamente aderenti all'oggi: in Buongiorno Mrs Pendleton di Valentina Ferlan si parla di vezzi e vizi del piccolo schermo; in Siamsiamesi di Pietro De Silva due sorelle siamesi raccontano la loro esperienza tra note surreali, turbamenti e deliri paranormali.