Edison, 7 miliardi da investire in 5 anni

Mantenere le posizioni nel settore elettrico in Italia, crescere nel gas e all’estero: è il nocciolo del piano industriale 2009-2014 presentato ieri da Edison. Per ottenere questi risultati Foro Buonaparte investirà 7,2 miliardi di euro, di cui 3,6 nell’elettricità e 3,6 negli idrocarburi. Nel nostro Paese il gruppo ha oggi una capacità installata di 12mila megawatt, pari al 15% della generazione elettrica nazionale: l’obiettivo è conservare questa quota, accrescendo la capacità di produzione per rispondere alla domanda. Questo non frenerà la crescita del margine operativo lordo, ha detto l’ad Umberto Quadrino presentando il piano agli analisti, che dovrebbe registrare un incremento annuo superiore al 7%. Quanto al dividendo, «confermata la politica di remunerazione seguita finora». Ma le previsioni sulle prospettive 2009-10 sono state rinviate a febbraio a causa delle incertezze sul prezzo del petrolio.
La sfida più grossa dei prossimi anni verrà dal settore del gas, dove Edison è fortemente impegnata, in Italia e all’estero: la società ha importanti partecipazioni nel rigassificatore di Rovigo (da cui otterrà 6,4 miliardi di metri cubi degli otto che saranno importati dal Qatar con l’impianto), nel gasdotto Galsi che collegherà l’Algeria alla Sardegna e alla Spagna e nell’Itgi, che attraverso Grecia e Turchia porterà in Italia il metano del Caspio. Per il gas algerino, Edison prevede di importare due miliardi di metri cubi attraverso il Galsi e altri due attraverso l’altro gasdotto, il Transmed. In tutto 4 miliardi di metri cubi l’anno.
Più complessa la situazione dell’Itgi, ha ammesso Quadrino: le richieste della Turchia sul gas che transiterà attraverso quel Paese rappresentano una «incognita» sul futuro del gasdotto. Ankara vorrebbe acquistare infatti otto dei dodici miliardi di metri cubi annui di gas che il «tubo» è in grado di portare, ma «quattro miliardi da spartire tra Grecia e Italia non sono un quantitativo sufficiente a giustificare l’investimento» ha detto Quadrino, che ha però aggiunto di essere «fiducioso» di poter ridurre le richieste turche sul gas proveniente dall’Azerbaijan. Sempre sul fronte degli approvvigionamenti, particolare importanza avranno le attività di esplorazione e produzione di idrocarburi nel Nord Africa con l’obiettivo di incrementare le riserve: un’attività che assorbirà 2,4 miliardi di investimenti. Altri 1,1 miliardi saranno destinati alla crescita internazionale, con nuove iniziative in Grecia e Turchia. Infine un miliardo andrà agli investimenti nelle energie rinnovabili.