Edison, Edf alza il tiro Domani vertice a Parigi

Altro sgarbo di Edf ai partner italiani di Edison (riuniti nella holding Delmi): ieri il gruppo francese ha annunciato di aver firmato il preliminare per l’acquisto del 20% di Alpiq in Edipower, per una cifra tra i 150 e i 200 milioni. Ma Edipower (valutata dunque 750-1000 milioni) è tuttora un oggetto di contesa con A2A e gli altri soci di Delmi; la tempistica dell’acquisto da parte di Edf è apparsa dunque come una forzatura.
Un altro sgarbo, dopo lo schiaffo di lunedì, quando il delegato francese, Thomas Piquemal, ha illustrato a Milano i termini della nuova proposta di divorzio, peggiorativa rispetto a quella interrotta a marzo dal ministro Tremonti. Questo nuovo piano è stato rispedito al mittente come «irricevibile». Ma domani, giovedì, il direttore generale di A2A, Renato Ravanelli, ricambierà la visita a Parigi per cercare un punto d'incontro. Da parte italiana la posizione è molto chiara: si riparte dai pre-accordi raggiunti in primavera, le cui condizioni andranno casomai migliorate, e non peggiorate. Ravanelli ha pieno mandato in questo senso. Ieri si è riunito il direttivo di Delmi, compatto nel respingere la nuova proposta di Edf. Domani stesso si riunirà il cda di A2A.
Sul perché i francesi abbiano fatto questo repentino dietro front (e questa figuraccia) molti si sono interrogati. In questi mesi sarebbe mutato in parte il ruolo da assegnare a Edison nel gruppo Edf, che in primo tempo doveva diventare una «gas company». Ora l'intenzione sarebbe quella di tenere stretto anche l'idroelettrico, promesso ad A2A, come alternativa vitale al nucleare caduto in disgrazia. Vengono segnalati contrasti tra l'ad di Edison Bruno Lescoeur e lo stesso Piquemal. Edipower dunque è e resta la cerniera di un possibile accordo. Che Edf abbia allungato la presa (a sorpresa) acquistando direttamente il 20% è indicativo della posizione di forza che Edf ritiene di avere nella trattativa con gli italiani.