Edison, Edf lancerà l’Opa ma non vuole fare regali

Nessun premio per i soci di minoranza di Edison in caso di Opa dei francesi di Edf. L’intesa raggiunta con i soci italiani della società elettrica per il riassetto, che consegnerà ai francesi il controllo di Foro Buonaparte, resta infatti condizionata al fatto che la Consob non chieda a Edf di pagare premi per rilevare le quote di minoranza, in totale un 20% del capitale, di cui un 10% detenuto dalla Carlo Tassara di Romain Zaleski.
Per questo la settimana prossima il gruppo francese dovrebbe presentare il quesito alla Consob a cui chiederà se, in caso di Opa obbligatoria, sarà applicabile la metodologia di determinazione del prezzo del titolo Edison pari alla media ponderata dei 12 mesi precedenti. Edf e i soci italiani hanno condizionato al superamento di questa imposizione l’esito della trattativa. La normativa infatti prevede che, in assenza di acquisti sul titolo nell’ultimo anno, il prezzo dell’opa sia pari al prezzo «medio ponderato di mercato degli ultimi 12 mesi». Nel caso di Edison, ad ora, circa 0,85 euro per azione. E infatti il titolo ha perso il 3,53% a 0,82 euro. Questo fatto, oltre che ai piccoli soci, porta conseguenze anche alla Tassara che ha le azioni in carico a 1,49 euro.
A meno di non accettare una minusvalenza di oltre 300 milioni, la holding di Zaleski dovrà rassegnarsi a tenere le azioni in portafoglio. Un problema che peserà anche sulle banche creditrici del finanziere (Intesa e Unicredit su tutte), che speravano nel riassetto Edison per incassare una parte importante dei 3 miliardi di debiti che gravano sulla holding.
Solo quando la Consob scioglierà le sue riserve, e alcuni incontri preliminari in questo senso ci saranno a breve, prima della richiesta ufficiale, si saprà dunque se la commissione ritiene che possano influenzare il prezzo gli acquisti a termine (eventuali) rappresentati dalle opzioni concesse a Delmi per smobilizzare, tra tre o cinque anni, il suo 30% di Edison. In ogni caso la posizione di Edf sembra essersi ammorbidita rispetto a una decina di giorni fa quando aveva detto di voler chiedere l’esenzione dall’opa, provocando uno scivolone del titolo Edison e una richiesta di chiarimenti della commissione.
L’accordo prevede la cessione a A2A e Iren delle centrali idroelettriche di Mese e Tusciano (640 megawatt), a Delmi di un’opzione di acquisto delle quote di minoranza di Edison nelle joint venture in Trentino e su 250 megawatt di eolico. Edison si rafforzerà nel gas rilevando, attraverso Edf, la centrale di Gissi di A2A ed eventualmente quella di Scandale (attarverso una ’call’ a tre anni). Foro Buonparte verrà gestita da Edf mentre Delmi vedrà garantito il suo investimento con la presidenza e un patto parasociale.