Edison, parte la controffensiva per non perdere il gas azero

Nell’Europa senza gas è scoppiata la guerra dei gasdotti: chi arriverà primo al completamento riuscirà più facilmente a conquistarsi una fetta importante di un mercato ricco e in espansione. In gara oggi ce ne sono tre: l’Itgi, che collegherà l’Azerbaijan con l’Italia attraverso Turchia e Grecia, con una portata di otto miliardi di metri cubi l’anno a cui partecipa anche la Edison, il Nabucco con una portata stimata sui venti miliardi e infine il South Stream, che vede impegnati Gazprom ed Eni. Nabucco e Itgi puntano sullo stesso fornitore, l’Azerbaijan, che inizierà a produrre il nuovo gas dal 2012, con quantitativi attorno agli 11 miliardi di metri cubi l’anno. Giusto la quantità adatta all’Itgi, che ne trasporterebbe otto in Italia, lasciando gli altri tre in Georgia e Turchia, Paesi attraversati dal gasdotto. Ma anche Nabucco si sta muovendo nella stessa direzione, con una classica azione di lobbing presso l’Ue. Così ieri è partita la controffensiva Edison, che non intende farsi soffiare le forniture di gas da Nabucco. L’ad di Foro Buonaparte, Umberto Quadrino, ha infatti incontrato a Bruxelles il commissario Ue Andris Piebalgs. Alla fine dell’incontro Quadrino si è dichiarato «ottimista perché tutti i segnali indicano che gli azeri vogliono sviluppare il progetto». Entro il prossimo anno l’Azerbaijan dovrebbe decidere sulle forniture di gas: è possibile che il contratto venga finalizzato entro l'estate. Il progetto italiano è più avanzato, ha riconosciuto Piebalgs, ci sono già gli accordi tra i governi interessati e il tratto che resta da costruire è relativamente breve. Ma certamente Nabucco non getterà la spugna tanto in fretta.