Edison, parte la ricostituzione del flottante

Mediobanca ha ceduto ieri ai blocchi l’1,5% del capitale a un prezzo superiore al mercato

da Milano

Parte l’operazione di ricollocamento del capitale Edison: ieri infatti Mediobanca ha ceduto in un’unica tranche l’1,53% di Foro Buonaparte sul mercato dei blocchi nell’ambito di una più ampia operazione che punta alla ricostituzione del flottante del gruppo elettrico. Un obiettivo che, ha detto ieri l’amministratore delegato Umberto Quadrino in un’intervista al Sole-24 Ore, potrebbe già essere raggiunto entro il gennaio 2006 con la vendita del 10% della società.
Il prezzo unitario delle azioni del pacchetto di ordinarie Edison (oltre 60 milioni di pezzi) è stato di 1,76 euro, per un controvalore di 112,8 milioni di euro. Non è stato reso noto il nome dell’investitore istituzionale che ha acquistato le azioni. Il passaggio degli oltre 64 milioni di titoli a un prezzo più alto dei corsi (che si attestavano in mattinata a 1,72) ha fatto salire la quotazione Edison che in chiusura ha fissato un prezzo ultimo di 1,751 euro rispetto all’apertura di 1,716 euro. Piazzetta Cuccia è scesa così a circa il 3% del capitale.
Allo scorso 4 novembre, data di pagamento delle azioni conferite all’Opa lanciata da Transalpina di energia (controllata paritariamente da Delmi e da Edf) su Edison, risultavano infatti azionisti di Foro Buonaparte la stessa Tde con il 71,233%, la francese Edf direttamente con il 17,334%, Mediobanca con il 4,589% e Jp Morgan con il 4,628%. La Carlo Tassara di Romain Zaleski ha dichiarato di essere scesa sotto la soglia rilevante del 2% rispetto al 17,663% che deteneva in precedenza. In sostanza il flottante risultava pari al 2,16%, con l’obbligo di ricostituirne almeno l’8,5% entro il prossimo febbraio e l’obiettivo di arrivare al 20% con la conversione dei warrant. E, proprio grazie ai warrant, la quota di Zaleski è destinata a risalire in maniera cosistente.
La ricostituzione del flottante di Edison era prevista fin dal lancio dell’Opa: Mediobanca e Jp Morgan nelle prossime settimane cederanno le azioni in loro possesso. Quasi certamente ci saranno altre vendite a investitori istituzionali, mentre non è escluso che una parte anche consistente possa essere destinata al retail.
La governance resterà comunque in mano a Transalpina, divisa equamente tra italiani e francesi, in base ai patti sottoscritti prima del lancio dell’Opa, anche se Edf deterrà la maggioranza del capitale in quanto controlla direttamente una quota consistente del capitale.