Edison punta al secondo posto nel gas

Obiettivo: scavalcare l’Enel e portarsi alle spalle dell’Eni. Previsti investimenti per 5 miliardi

da Milano

Seconda nella produzione di energia elettrica in Italia dopo l’Enel, Edison vuole diventarlo anche nella distribuzione del gas, dove oggi è al terzo posto, dopo Eni ed Enel. Il piano industriale 2006-2013 approvato ieri dal nuovo consiglio di amministrazione (era presente anche il presidente di Edf, Pierre Gadonneix, che però non ha assistito alla prima della Scala, come hanno invece fatto gli altri componenti francesi del cda, ed è rientrato subito a Parigi) afferma infatti che Foro Buonaparte «punta a diventare il secondo operatore nazionale e a proporsi come player di livello internazionale in questo campo, grazie anche alle importanti infrastrutture in corso di realizzazione, come il terminale di rigassificazione di Rovigo, che consentiranno al gruppo di diversificare le fonti di approvvigionamento, accedendo al gas in condizioni concorrenziali».
Un obiettivo ambizioso, quello dei nuovi azionisti, con in testa Edf che ha dichiarato di voler trasformare Edison nella sua testa di ponte nel mercato del gas. E, d’altra parte, pure il presidente di Aem, Giuliano Zuccoli, non ha mai nascosto di considerare l’impianto di Rovigo come un asset importante per i piani dell’utility milanese azionista di Edison. La partita affidata all’ad Umberto Quadrino non è tuttavia delle più facili: a fine 2004 Eni ha commercializzato, stando ai dati dell’Autorità per l’energia, circa 54 miliardi di metri cubi; Enel è a oltre 16 miliardi, mentre per l’Edison fonti di Foro Buonaparte indicano una cifra di 13,1 miliardi. Una distanza che potrebbe però essere colmata proprio con l’atteso avvio del rigassificatore di Rovigo, che non entrerà però in funzione prima del 2008.
Il piano prevede investimenti per 5 miliardi di euro in capacità produttiva, nuove infrastrutture e in attività di esplorazione e produzione di idrocarburi. Due nuove centrali dovrebbero essere completate entro i primi mesi del 2006, un’altra nel 2007, mentre esistono progetti di sviluppo nell’eolico. Il comunicato Edison afferma che «il completamento di uno dei più significativi programmi di investimento per il rinnovamento e potenziamento della capacità produttiva realizzati in Europa negli ultimi anni» dovrà garantire al gruppo «energia a costi competitivi».
Gli investimenti dovranno essere totalmente autofinanziati e l’indebitamento dovrebbe ridursi «significativamente» anche in presenza di una distribuzione di dividendi pari al 50% dell’utile netto: a quanto pare i nuovi azionisti non hanno nulla in contrario a ricevere un robusto rendimento di quanto investito. Il fatturato è previsto in crescita del 5% annuo, mentre il margine operativo lordo dovrebbe registrare «una dinamica ancor più significativa».
E non a caso ieri il titolo di Aem ha registrato un balzo intorno a 3% dopo la pubblicazione del piano, mentre Edison ha registrato un miglioramento dello 0,75%. Insomma, la Borsa non solo ha registrato le prospettive del piano Edison, ma soprattutto ha guardato alle ricadute, non solo in termini di dividendo ma soprattutto di efficienza, che ci saranno per gli azionisti.