Editori a tavola, pance piene e bocche vuote

I l sonno della ragione genera festival, ma pure la digestione degli editori non scherza. L’altro ieri – casualmente apposta il giorno in cui Elisabetta Sgarbi chiudeva «La Milanesiana», ma Il Fatto giura: «agende troppo piene, difficili da far combaciare» – si è tenuto il summit enogastronomico (pasta alle verdure, scaloppine, gelato alle fragole e vino bianco) tra Gems, Rizzoli, Feltrinelli, Mondadori per metter giù il business plan da spedire alla giunta Pisapia. Obiettivo: un nuovo festival pop-intellò sotto la Madunina. Dopo, bocche cucite (o troppo piene), salvo forse con fidati giornalisti di riporto. Segno che qualcosa di grosso (e non di «asciutto») bolle in pentola. O in pancia.