Gli effetti del buonismo

Volete che l'Italia diventi così? Leggete il viaggio che hanno fatto i nostri inviati a Roma. Quartieri dominati dalla criminalità, favelas e baraccopoli, terre di nessuno abbandonate all'angoscia, il terrore che monta ad ogni angolo di strada. Dopo anni di propaganda, di celebrazioni, di buonismo rutel-veltroniano, dopo decine di nastri tagliati, registi infiocchettati, feste del cinema, passeggiate folkloristiche, notti bianche e fuochi artificiali, la tragica uccisione di Giovanna Reggiani ha squarciato il velo dell'ipocrisia: Roma è malata. Roma ha paura.
Sia chiaro: non è una prerogativa solo della Capitale. Anche Milano, amministrata da 15 anni dal centrodestra ha i suoi problemi, le sue baraccopoli e le sue Chinatown. Ma quello che al Nord alcuni sindaci e amministratori, anche del centrosinistra, hanno capito da tempo è che la politica dell'avanti c'è posto, senza regole e senza criteri, non funziona. È questa, invece, la politica che è stata applicata a Roma. E che non vorremmo vedere applicata in Italia.
Lo ha detto ieri, chiaramente, il leader dell'opposizione, Silvio Berlusconi. Subito ne è nata una polemica, l'ennesima di questi giorni. A dirla tutta le polemiche ci hanno un po' stancato. Che cosa vuol dire «critiche strumentali»? È normale, nella vita politica di un Paese, che la maggioranza faccia le sue scelte e l'opposizione la attacchi. La maggioranza in questi anni ha scelto la linea del buonismo, ha smantellato la Bossi Fini, ha messo i temi della sicurezza in secondo piano. L'opposizione sta attaccando perché pensa che siano state scelte sbagliate. E, in questo momento, si trova in sintonia con la maggioranza degli italiani. Punto.
Dove sta il problema? Le chiacchiere sulle «critiche strumentali» servono a poco. Al massimo a intasare le agenzie e a riempire qualche pagina di giornale. Ma i problemi dei cittadini sono ben diversi. A volte anche più semplici. Per esempio: poter uscire di casa, girare per le strade della propria città, senza dover temere di essere squartati. A Roma, evidentemente, ciò non è possibile. Roma città aperta è stata un disastro. Evitiamo che anche l'Italia si riduca così.