Gli effetti collaterali dell’estate che ritorna

L’autunno che non c'è: attesi 25 gradi, in 4 giorni si è passati dai bagni alla neve e da domani di nuovo clima non in linea con le medie stagionali. In Molise mercoledì si prendeva la tintarella, ieri erano sotto zero. E i malati sono già 80mila. <a href="/interni/tutti_accessori_proteggersi_tempo_pazzo/10-10-2011/articolo-id=550867-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Tutti gli accessori per proteggersi dal tempo pazzo</strong></a>

Cattive notizie per chi ha già stipato i vestiti estivi sui piani alti degli armadi. Da domani la temperatura aumenterà ancora e il caldo sostituirà le zaffate di vento gelido o le piogge torrenziali che stanno colpendo la penisola, soprattutto il Sud. Sembra impossibile, ma la pazzia non ha ancora mollato la presa sul tempo. Questa breve ondata di raffreddamento che ci ha fatto infilare i piumini sopra le canottiere, infatti, non deve creare illusioni.

Torna il sole in questa settimana e con lui un aumento delle temperature. Il meteo, che quest’anno non si è smentito sulle sue previsioni, garantisce cielo sereno su tutta Italia con la colonnina del mercurio che segnerà un innalzamento di circa 5 gradi al di sopra della media stagionale. Insomma, saremo ancora tra i 20 e i 25 gradi. Stesso trend è previsto per mercoledì, prima di una lieve perturbazione che porterà qualche precipitazione nella giornata di giovedì. Venerdì invece è previsto un abbassamento delle temperature e forse, potremo davvero pensare di essere entrati in autunno.

Dunque, sembra di capire che le mezze stagioni siano state spazzate via. E da un giorno all’altro capita di passare da estate piena a inverno gelido. Con tutti i danni che ne conseguono. A cominciare dall’agricoltura dove si vedono i castagni con i frutti e con i fiori, dove le mele sbiadiscono a causa della mancanza dello sbalzo termico tra giorno e notte che ne favorisce la tradizionale colorazione, dove i funghi si cercano con la lente d’ingrandimento tanto scarseggiano. E poi c’è la salute. Ormai è fin troppo cagionevole a causa degli sbalzi termici: circa 80mila i casi di malessere che scimmiottano l’influenza e c’è pure il ritorno delle allergie tipiche della primavera per l’impollinazione in ritardo. Insomma, non si sa più a che stagione apparteniamo. E quando cambi regione ti sembra di attraversare un continente.

Qualche esempio. Ieri in Liguria le spiagge erano zeppe di gente che faceva il bagno. Il sole scottava come in agosto, salvava i bagnanti solo una leggera brezza. E i liguri aspettano la pioggia che non si vede da metà luglio, dove hanno fatto da padrone mareggiate e temporali. Si cambia pagina in Calabria. Qui si è passati dall’estate all’inverno in un batter d’occhio. Pioggia e vento un po’ ovunque, con temperature che si sono fermate a 13 gradi. Sopra i 1400 metri addirittura rischio neve.

E anche per oggi, quando è previsto l’arrivo del Papa a Lamezia Terme e a Serra San Bruno, il meteo non prevede niente di buono con piogge al mattino su tutta la regione e temporali a Reggio Calabria e ulteriore calo delle temperature. Anche in Molise si è passati dai bagni al mare alla neve in quattro giorni. E se mercoledì scorso sulla costa si prendeva la tintarella e si facevano gli ultimi tuffi, ieri le temperature erano decisamente invernali, anche sotto lo zero. Ma anche qui, l’inverno non è alle porte. Domani il freddo sarà solo un ricordo e si sentiranno i benefici di almeno venti gradi a metà settimana. Ma questa coda d’estate fa ammalare anche i portafogli dei commercianti. Nel complesso c’è stata una riduzione del 50% delle vendite di capi di abbigliamento pesante. Tutti si lamentano perché nessuno pensa ai vestiti invernali e dopo un pessimo agosto, i negozianti hanno già archiviato un «settembre nero» per gli incassi. Ma per ottobre c’è ancora speranza.