Effetti ottici e buoni propositi nel primo giorno della Scienza

Geometria ottica e percezione visiva, un cubo con duemila litri di acqua dentro e le performance di Jorge Muller che assume forme diverse, «9.81» ovvero lo spettacolo sulla gravità: questo e molto altro sarà possibile visitare al Festival della scienza, partito ieri all’Auditorium Parco della Musica.
All’inaugurazione di ieri mattina erano presenti il sindaco di Roma, Walter Veltroni, il premio Nobel, Rita Levi Montalcini, il genetista Luigi Luca Cavalli Sforza e gli assessori alla Scuola, Maria Coscia e all’Infanzia, Pamela Pantano, l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Raffaele Ranucci, il rettore di Roma Tre, Guido Fabiani, il presidente di Musica per Roma, Goffredo Bettini e l’amministratore delegato Carlo Fuortes.
Veltroni ha annunciato che per il prossimo anno spera di organizzare anche il festival della matematica. «Un mio sogno, che andrà ad aggiungersi a quello della filosofia che partirà tra poco e a quello della letteratura». La Nobel Levi Montalcini ha parlato dell’aumento del divario tra una piccola popolazione abbiente e la stragrande maggioranza dei cittadini che vive in condizioni di povertà. «La scienza - ha spiegato - può aiutare a superare il divario e noto con piacere che oggi è ripresa una fiducia nelle possibilità della scienza. A noi spetta di sviluppare la parte cognitiva, ovvero quella razionale, e non quella emotiva, aggressiva che ha dato vita ad esempio ai totalitarismi».
La Levi Montalcini ha ricordato che tutta la sua vita è stata dedicata allo studio del cervello, «ma l’ultima parte all’aiuto delle popolazioni emergenti, soprattutto africane. Il mio messaggio ai giovani - ha concluso - è quello di credere nei valori della scienza».
Cavalli Sforza ha infine fatto un plauso a questa iniziativa del festival dicendo «grazie al sindaco Veltroni per averla organizzata. Si tratta di qualcosa che dovrebbero fare anche esponenti di governo se vogliono uscire dalla posizione di fanalino di coda in Europa riguardo alla scienza».
Il festival, che chiuderà i battenti il prossimo 22 gennaio, coinvolgerà oltre cinque mila studenti delle scuole romane.