Effetto ddl Caso Parmalat, il processo andrà avanti

Calisto Tanzi e Fausto Tonna ieri erano insieme nell’aula del tribunale di Parma. Sono accusati di bancarotta fraudolenta nel crac Parmalat, un processo finito immediatamente nell’occhio del ciclone alla luce di quanto stava avvenendo contemporaneamente a Roma dove, in Senato, veniva presentato il disegno di legge per l’accorciamento dei processi. Fra le voci critiche, qualcuno ha voluto sollevare l’ipotesi che, in base alle nuove norme, il processo Parmalat potrebbe essere prescritto. Ma il mistero, se così si può chiamare, è durato poco: in virtù della contestazione del reato di associazione per delinquere il procedimento Parmalat non ricade fra quelli che potrebbero essere cancellati dal ddl.
Nessun clamore, dunque; il rischio di una prescrizione non ha alcun fondamento e in nessun modo, in caso di approvazione del ddl, il lavoro del giudice Eleonora Fiengo (che sta interrogando Tonna sulla manipolazione dei bilanci Parmalat), potrebbe essere vanificato. Lo hanno rilevato, durante una delle pause del processo, anche alcuni dei legali presenti al processo, fra i quali il professor Filippo Sgubbi, difensore di Tanzi. Gli avvocati hanno analizzato il testo del disegno di legge, giungendo appunto alla conclusione che il processo sul crac Parmalat non rischia la cancellazione.