Effetto detassazione: boom di straordinari

Prima verifica del piano Sacconi per rilanciare la competitività. A
luglio ore di lavoro aumentate del 13 per cento. Buste paga più
ricche grazie agli sconti fiscali. Il traino maggiore per turismo e
commercio. Crescono anche i premi di produzione

Roma - Il singolo lavoratore i conti li ha già fatti una ventina di giorni fa, quando ha ricevuto la busta paga di luglio e - se ne ha diritto - si è ritrovato le ore di straordinario o i premi aziendali liberati da più della metà dell’imposta sul reddito. Adesso, anche chi si muove sui grandi numeri - in primo luogo i datori di lavoro e, soprattutto, il governo - comincia a tirare le somme sulla detassazione degli straordinari. E i primi risultati sembrano più che positivi.

Che l’esecutivo punti molto sulla aliquota secca al 10 per cento sul salario variabile (riservata a chi ha un reddito massimo di 30mila euro e per un plafond di tremila euro) è chiaro. La misura del ministro del Welfare Maurizio Sacconi è stata approvata al primo Consiglio dei ministri del Berlusconi IV, quello di Napoli, insieme ai provvedimenti per liberare la Campania dai rifiuti. Chiaro anche l’obiettivo: fare aumentare i salari insieme alla produttività.

Più ore lavorate. Dai dati elaborati dalla Fondazione Studi dei consulenti dei lavoro una risposta c’è stata. In luglio, quindi appena la detassazione è diventata una realtà, le buste paga dei dipendenti privati hanno registrato un incremento delle ore di straordinario dell’8 per cento rispetto allo stesso mese del 2007. Ancora più marcato l’aumento se il confronto è con il mese precedente: più 13 per cento.

Lavorare conviene. Questo significa che la prospettiva di avere a disposizione lavoro meno costoso (il vantaggio fiscale va tutto al dipendente ed è totalmente a carico dello Stato) ha incoraggiato le aziende a produrre di più. E la promessa di ore meglio pagate ha spinto i lavoratori a prolungare l’orario di attività. Oppure entrambi sono stati incoraggiati a fare uscire dal sommerso il tempo che prima erano retribuito in nero. Segno, spiega Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, «che il provvedimento di detassazione comincia a produrre effetti positivi sui salari dei lavoratori». Una tendenza, assicura, destinata a consolidarsi «man mano che le aziende erogheranno somme soggette a tassazione agevolata». L’indagine è parziale, ma il campione è rappresentativo, assicura Rosario De Luca, presidente della fondazione che ha fatto il monitoraggio. Inoltre, commenta, «è matematico che il mondo del lavoro risponda a un incentivo fiscale».

Boom nel turismo. Che si tratti di uno strumento flessibile lo dimostra il boom del turismo. La detassazione è partita in luglio e il 28 per cento del monte retributivo detassato riguarda proprio alberghi e ristoranti. Bene anche il commercio, con il 25 per cento. Significativo anche la valutazione sulla parte di salario variabile che è stata detassata. Principalmente gli straordinari (il 58 per cento), ma anche i premi sono andati molto bene con il 31 per cento del monte salari detassato. Questo, spiega il consulente del lavoro Enzo De Fusco, perché molte aziende hanno ritardato l’erogazione dei premi che generalmente vengono dati in luglio.

Sindacati accontentati. Sorprese positive anche per le organizzazioni dei lavoratori. Tra i premi che sono stati detassati, la parte del leone la fanno quelli dati con accordi di secondo livello. Segno che l’aliquota secca non penalizza gli accordi che sindacati e datori siglano nelle aziende.