Effetto donna Battesimo con la De Sio

Bellezze senza età dal fascino irresistibile per una parata di attrici illustri che hanno fatto la storia della commedia italiana degli anni ottanta. È' questo il filo conduttore della quarta edizione della rassegna cinematografica: "Effetto Donna; la bellezza nel cinema degli anni '80, ideata dalla Casa di Cura Villa Montallegro, e inaugurata ieri sera nella Sala Sivori da un'ospite d'eccezione: Giuliana De Sio. L'attrice, interprete de «Speriamo che sia femmina» ha dato il via al primo dei tre appuntamenti della rassegna - nata in collaborazione con il Circolo I Buonavoglia, con il patrocinio del Comune di Genova - che continuerà lunedì 23 novembre con «La famiglia» di Ettore Scola (ore 17.50 e 21), e lunedì 30 con «la Chiave» di Tinto Brass (ore 18 e 21). L'ingresso è libero.
«Tre film di grande qualità - ha spiegato l'amministratore delegato di Villa Montallegro, Francesco Berti Riboli -, per una quarta edizione che negli anni scorsi ha riscosso grande successo. L'attenta e sapiente scelta dei titoli proposti, e le indicazioni di Marco Salotti coordinatore della rassegna hanno decretato il successo della manifestazione, che Villa Monteallegro regala alla città, per ricordare i suoi compleanni. E quando compieremo 60 anni raccoglieremo tutti i film proiettati, e daremo vita ad una rassegna molto più ampia». Tre film, tre ritratti di famiglia all'interno degli anni ottanta, anni sicuramente difficili per il cinema italiano, costretto a difendersi da sale deserte e da una tv sempre più vittoriosa. Ma anche gli anni di attrici, che hanno legato in modo indissolubile il loro nome alla storia del cinema italiano come Ottavia Piccolo; Catherine Deneuve; Stefania Sandrelli; Fanny Ardant; Lucrezia Lante Delle Rovere; Liv Ullmann e non ultima Giuliana De Sio. Ed è la stessa interprete di «Speriamo che sia femmina» a lanciare un segnale forte al mondo del cinema: «Oggi, quando gli sceneggiatori scrivono delle storie, senza passare per la psiche, altro non fanno che tracciare personaggi, incompleti. Questo è sintomo di un difetto culturale del nostro paese, fermo ancora a delle maschere. Penso dunque, che sia per le donne che per gli uomini, il difetto del cinema sta nel restare ancorati a degli stereotipi. Pur non avendo un quadro molto esaustivo della situazione, mi sembra però di capire, che i personaggi femminili siano ancora legati al ruolo di madre e amante. Non vedo apparire sullo schermo delle problematiche nuove, insomma».