Effetto Fabris, tutti in pista a pattinare

Boom di iscrizioni alle lezioni: rispetto allo scorso anno è il 25 per cento in più

Massimo Piccaluga

Tutti in coda, freddissimevolmente. Terminano le Olimpiadi bianche di Torino ma a Milano dilaga la pattinomania. I centralinisti della Federazione sport sul ghiaccio di via Piranesi tirano avanti a camomille: «Centinaia di telefonate al giorno - dicono tra uno squillo e l’altro - per non contare le mail che ci chiedono di tutto, anche se può essere dannoso passare dal pattinaggio a rotelle a quello sul ghiaccio».
Tutti spinti dalla voglia di emulare la velocità d’oro di Enrico Fabris, la grazia di Carolina Kostner-Cerbiatto dei ghiacci, la vitalità monella del quartetto dello short track capeggiato da Arianna Fontana o la classe della coppia Fusar Poli-Margaglio. Sta di fatto che per entrare negli impianti cittadini in questi giorni bisogna farsi largo tra centinaia di adolescenti e no. Tutti in preda a delirante febbre dei pattini.
A Milano e dintorni sono tre gli impianti fissi in funzione. Il PalaSesto di piazza I Maggio a Sesto San Giovanni gestito dal Club Diavoli Rossoneri con due piste rispettivamente di 28 metri per 56 e 15 per 45 (questa è anche la sede storica del curling meneghino); il Forum di Assago di via Di Vittorio dove di sera i corsi di danza, velocità e hockey lasciano posto a una discoteca sul ghiaccio e l’Agorà di via dei Ciclamini con una pista regolamentare di 30 metri per 60, dove si allenano i Vipers e la coppia Fusar Poli-Margaglio. Farsi largo nella biglietteria dei tre impianti, soprattutto il sabato e la domenica, è un’impresa ciclopica.
Ieri pomeriggio alle 14 e 45, un quarto d’ora prima dell’orario di apertura, di fronte al basso parallelepipedo grigio e rosso del Pala Agorà c’era già una sessantina di tredici-quindicenni caciaroni e sudaticci in fila per il biglietto.
«Per noi - svela Cristina Pastorelli, responsabile dei corsi di pattinaggio di via dei Ciclamini - questo è un momento magico: a ogni apertura facciamo il pieno con almeno 500 persone che vengono a provare l’ebbrezza del ghiaccio prendendo nella maggior parte dei casi pattini a noleggio». Un numero di entrate in linea coi migliori periodi natalizi. Ma all’Agorà sta lievitando anche la richiesta di iscrizioni ai corsi di avviamento con un più 25% rispetto all’anno scorso. «In cifre, un aumento di 150 persone, quasi tutti adulti sulla trentina stregati dall’Olimpiade».
Un boom che, per il momento, investe solo di striscio gli unici tre negozi di Milano (nemmeno fossimo a Tunisi) che trattano articoli legati agli sport del ghiaccio. Uno si chiama Patinoire, è all’interno dell’Agorà e per via del «contagio diretto» lavora più degli altri.
Invece nel negozio Fratelli Gualdana di via Pistrucci 3, zona Piranesi dove sorge l’ex Palazzo del Ghiaccio oggi Frigoriferi Milanesi, per ora l’effetto Torino è vicino allo zero: «Oltre ai clienti abituali - dice Marco Pantoglio, 45 anni, ex giocatore di hockey nei Diavoli di Milano e contitolare del negozio - qualcuno che vuole riprendere a pattinare c’è, però rimandano l’acquisto (un paio di pattini costa da 60 a 400 euro e oltre, ndr)». Sono più ottimisti da Tutto per lo Sport, in via Torino 53: «Per ora non notiamo impennate di vendita - svela Davide dietro il bancone - ma se non altro Milano ricomincia a parlare anche del pattinaggio».