Effetto Iervolino, a Napoli è emergenza continua

da Napoli

Una città commissariata con un sindaco che, di fronte alle critiche, non trova di meglio da fare che difendersi a colpi di querela. La Napoli d’agosto è una realtà sempre più sotto assedio e stretta nella morsa delle sue eterne emergenze. Commissariato il Teatro San Carlo, stessa sorte per la gestione dei rifiuti e per il traffico. Con un filo conduttore: l’assoluta incapacità dell’amministrazione guidata dall’ex ministro dell’Interno di fornire soluzioni valide.
La vicenda del lirico partenopeo è l’ultima «perla» di una lunga collana di insuccessi: il governo certifica l’inefficienza della gestione e spedisce, per mano di Rutelli (vatti a fidare degli «amici»), il commissario Salvatore Nastasi; dodici intellettuali partenopei e non (c’è anche il cantautore Franco Battiato) sottoscrivono un durissimo documento di richiamo alle istituzioni, colpevoli di non avere agito in maniera adeguata per evitare l’umiliazione a uno dei monumenti della città; da destra a sinistra piovono critiche bipartisan. E la Iervolino cosa fa? Sbotta e minaccia querele «a chi si permette di dire che per il San Carlo “nessuno ha mosso un dito”». A difenderla restano proprio Nastasi che, in maniera sibillina, ritiene «ingeneroso addossare responsabilità amministrative e finanziarie, che peraltro vengono da lontano, a soggetti esterni al teatro», e la Regione che, attraverso l’ex assessore comunale Rachele Furfaro, ripescata dal governatore Antonio Bassolino nel ruolo di consigliere, scarica le colpe sul precedente governo colpevole, a giudizio dell’esponente ds, di avere tagliato le risorse per le fondazioni. Domanda: ma il San Carlo non l’ha commissariato l’«amico» Rutelli?
Ma non c’è solo la vicenda del teatro ad alimentare il cahier de doléances. Ieri mattina l’ultimo schiaffo: i crocieristi che approdano al porto evitano quanto più possibile di scendere a terra in una città «poco sicura» e se lo fanno, si limitano solo a scattare alcune foto a Castel dell’Ovo e al Maschio Angioino. Per il resto, meglio stare tutti in piscina a godersi il fresco e il sole. D’altronde, è di pochi giorni fa la notizia di un gruppo di turisti giapponesi che lamentavano di non avere potuto scattare foto vista la presenza di lavori in corso che coprono i monumenti. Cantieri che, tra l’altro, sono l’ultima trovata.
Risultato? Una città completamente paralizzata nella zona antistante il porto e quella che conduce verso il lungomare, con il traffico bloccato, anche perché la città non si è ancora svuotata (e probabilmente non lo sarà) per l’esodo estivo. Il tutto in barba ai poteri speciali (e anche qui si registra un altro commissariamento) conferiti dal governo al primo cittadino in materia di mobilità: non c’è, infatti, ancora un’iniziativa dell’amministrazione in materia di parcheggi e di circolazione stradale. Per chiudere la terna delle gestioni straordinarie, quella riguardante i rifiuti. Se la situazione è notevolmente migliorata, grazie anche alla disponibilità di un sito di stoccaggio provvisorio nel Salernitano, restano le contraddizioni di una città che non sa come affrontare il problema in maniera radicale e definitiva. Poche idee, quindi, e per giunta anche confuse: prima la Iervolino annuncia di volere dotare Napoli di un termovalorizzatore, salvo poi correggere il proprio pensiero dicendo che l’impianto che dovrà servire il capoluogo è quello di Acerra.
A spargere ulteriore sale sulle ferite della città, anche la spaccatura all’interno della maggioranza tra il nucleo del nascente Partito democratico e le altre componenti che lamentano la cannibalizzazione di scelte e spartizioni di poltrone.