Effetto indulto: uccise la moglie fuori dopo soli sei anni di cella

da Sondrio

Nel gennaio del 2000 uccise a coltellate, nella sua abitazione di Cino (Sondrio), la giovane moglie. Ed è già libero. Potenza dell’indulto.
La vittima si chiamava Sonia Di Gregorio, faceva la fioraia in un negozio di Morbegno, aveva appena ventuno anni e da poco aveva avviato le pratiche di separazione dal marito. Un violento, una sorta di «padrone» senza scrupoli. Che lei, proprio la settimana prima di morire, aveva denunciato in Procura per violenza sessuale. Fu la sua condanna. E a quell’omicidio assistette inerme la figlioletta di soli tre anni, risparmiata dalla furia omicida del papà.
Fancesco Gussoni, 35 anni, originario di Dubino (Sondrio), da qualche giorno ha lasciato il carcere di Biella dove era rinchiuso. Libero e un po’ «pazzo», almeno stando alla sentenza che lo condannava a soli undici anni di carcere perché parzialmente incapace di intendere e di volere.
La notizia è stata diffusa da un’emittente televisiva locale, informata dagli indignati familiari della giovane vittima. Che adesso temono seriamente per la serenità della bambina affidata loro dal Tribunale e sulla quale l'omicida ha, nel frattempo, perso la patria potestà proprio in seguito a un’azione legale promossa dagli ex suoceri. I quali ora hanno anche paura che l’assassino possa vendicarsi.
L'uomo, inizialmente dichiarato non punibile per totale vizio di mente al momento del delitto, in appello, a Milano, venne condannato a 11 anni di reclusione con il riconoscimento della parziale incapacità di intendere e volere. A suo tempo venne effettuata anche una perizia a cura del noto criminologo Massimo Picozzi, al quale si rivolsero i legali della famiglia di Sonia.
«La pena - spiega l'avvocato Enza Mainini di Morbegno, che con il collega Antonio Sala Della Cuna di Grosotto, assiste la famiglia della ragazza assassinata - è stata assolutamente estinta in virtù della legge dell’indulto, ma ora confido nella decisione del magistrato di sorveglianza di Vercelli, affinché nei prossimi giorni applichi la misura di sicurezza della casa di cura di custodia per una durata non inferiore ai tre anni».
Dal mondo politico, intanto, fioccano le proteste. Le ennesime su questo indulto che ha svuotato le carceri a discapito della sicurezza dei cittadini. Persino Luigi Chiatti, il geometra di Foligno condannato a 30 anni di reclusione per gli omicidi dei piccoli Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci, nei giorni scorsi, si è visto scontare la pena di tre anni.
«L'omicida di Sondrio non è la punta di un iceberg, perché ce ne saranno altri di sconcertanti uscite dalle carceri italiane per colpa di questo scatafascio. A oggi, per esempio, sono rientrati nelle carceri la bellezza di 1148 detenuti che erano stati scarcerati con il provvedimento di indulto», protestano i senatori della Lega.
«Alla fine, questo signore, grazie a questo governo, ha fatto solo 6 anni di galera per omicidio. Viceversa, ad Ancona, un poveraccio ha avuto otto udienze preliminari per aver rubato un euro, leggasi 1 euro! Ma che Stato è questo se - concludono i senatori del Carroccio - la gente perbene viene continuamente vessata e i delinquenti premiati addirittura con fondi stanziati apposta per loro. Noi, comunque, non saremo silenti verso questo governo e la clemenza omicida».