Effetto subprime, le banche a rapporto da Draghi

da Roma

Si tinge di color subprime il vertice di lavoro, convocato per giovedì a palazzo Koch, fra Mario Draghi e i sei principali banchieri italiani. Nella dettagliata scaletta dell’incontro, che il governatore di Bankitalia ha fatto avere per lettera ai partecipanti, molti e delicati argomenti da affrontare: ricadute dei mutui subprime nei bilanci dei nostri istituti di credito, rischi di liquidità, le novità in materia di corporate governance.
Insieme con i componenti del direttorio (il direttore generale Saccomanni e i vicedirettori generali Finocchiaro, Carosio e Visco), Draghi esaminerà la situazione delle nostre principali banche - compreso il capitolo dei derivati - alla luce della crisi finanziaria internazionale. Durante la presentazione della versione «intermedia» del rapporto del Financial Stability Forum, durante il summit G7 di Tokio lo scorso fine settimana, Draghi ha voluto sottolineare due punti: il dato caratteristico della crisi e un’accentuata volatilità, mentre le cose saranno un po’ più chiare fra un paio di settimane, quando le istituzioni finanziarie presenteranno i loro conti aggiornati alla scorsa estate (quando si è manifestato il tornado); in secondo luogo - il governatore lo ha ripetuto più volte, non soltanto a Tokio ma anche al Forex di Bari del mese scorso - le banche italiane sembrano meno esposte di quelle di altri Paesi. Nella riunione si esaminerà, in particolare, la situazione delle società veicolo delle cartolarizzazioni che negli Stati Uniti sono risultate esposte ai maggiori rischi.
Altro capitolo «sensibile» è quello della liquidità. Bankitalia ha già chiesto, anche se non ufficialmente, alle nostre banche di aumentare i presidi patrimoniali a copertura del rischio. Infine, la questione della governance nei principali istituti italiani: via Nazionale si appresta infatti a varare le nuove istruzioni di vigilanza che riguardano, tra l’altro, il cosiddetto sistema «duale». Da ultimo, Draghi e i banchieri faranno il punto della situazione macroeconomica, basandosi sui dati provenienti dal sistema bancario (partecipano al summit anche l’Abi e Mediobanca): in particolare prestiti, sofferenze e situazione dei mutui. L’economia del Paese sta rallentando, e le ultime stime parlano di una crescita non superiore allo 0,8-0,9%.
A palazzo Koch dicono che il vertice sarà molto serrato, e concentrato sui temi sensibili. Nella speranza che l’incontro, già soprannominato dai giornalisti come il «summit di San Valentino» - si tiene infatti dopodomani, 14 febbraio -, non si trasformi in un «massacro contabile».