«Effettofestival» Se la cultura fa grandi numeri

Finalmente qualcuno ha messo i puntini sulle i. Ché a parlare di festival letterari si sono riempite le pagine dei giornali (tra detrattori della cultura on the road e tifosi del caffè con l'autore), ma mai nessuno che citi dati certi. Lo ha fatto Guido Guerzoni, docente di Economia e management delle istituzioni culturali alla Bocconi in Effettofestival. L'impatto economico dei festival di approfondimento culturale, un volume edito dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia che, per far luce sul successo del Festival della Mente (da cinque anni, a fine agosto, a Sarzana, in Lunigiana) ha analizzato il pubblico, la fruizione culturale, l'indotto diretto e indiretto che i festival culturali producono nel Bel Paese.
La Lombardia è, parlando di festival, uno tra i bacini più ricchi, a cominciare dalla «mamma» di tutti gli eventi del genere, quel Festivaletteratura di Mantova che, nato nel '97, supera oggi le centomila presenze e trasforma per una settimana all'anno il volto compassato della città dei Gonzaga. La carica dei festival (eccezion fatta per la Milanesiana ideata da Elisabetta Sgarbi) arriva dalla provincia: a Bergamo in autunno apre Bergamo Scienza, a Lodi si è appena chiuso il Festival dei vizi capitali e dal 30 maggio al 1 giugno la tranquilla Cremona ospita la prima edizione del Festival del racconto. Senza dimenticare quegli eventi fuori regione che, come il Festival della Mente ideato a Sarzana dalla milanese Giulia Cogoli, attirano fortemente il pubblico «festivaliero» lombardo. Perché una cosa appare chiara dalle analisi di Guerzoni: la fruizione culturale in Italia negli ultimi cinque anni si è spostata sempre più dai beni alle attività, dal permanente al contemporaneo. La forza dei festival (1.300 gli eventi che si chiamano così ogni anno nel nostro Paese) sta nella sua capacità di catalizzare l'interesse del pubblico, che è prevalentemente femminile, colto, proteso al consumo culturale e desideroso di fruirlo in gruppo.
E se poi dobbiamo fare i conti, Guerzoni sciorina, a mo’ di esempio, quelli di Sarzana: con un investimento di 500mila euro e 31mila presenze nell'ultima edizione, il Festival della Mente ha prodotto sul territorio un impatto pari a sette volte tanto (circa 3 milioni e 500mila euro tra consumi in alberghi, ristoranti, negozi). Tutto facile, allora? «L'abuso del termine festival testimonia il successo del format, ma non mette al riparo dalle improvvisazioni» ha concluso Guerzoni.