Efficienza energetica: le nuove regole che valorizzano le case

Obbligatoria un’apposita certificazione. Responsabilità penali per costruttori e proprietari

Gli edifici di nuova costruzione, ma anche gli edifici esistenti in caso di transazione onerosa o ristrutturazione, dovranno possedere un attestato di efficienza energetica rilasciato da un professionista o da un ente accreditato: lo stabilisce il decreto 192, attuativo della direttiva europea 02/91. Le sanzioni per il costruttore che non ottempera a tale obbligo sono pesanti, fino a 30mila euro, e non vengono risparmiati neppure il proprietario e il locatore; nelle compravendite i notai dovranno sorvegliare sull’esistenza dell’attestato di certificazione, pena la nullità dell’atto. Il ministero emanerà le linee guida per stabilire lo schema e le procedure di certificazione come pure i requisiti per l’accreditamento dei certificatori.
Nel frattempo la Provincia di Milano ha attivato una propria procedura e ha creato un organismo di accreditamento denominato Sacert a cui hanno già aderito tutte le componenti interessate al processo edilizio. Il nuovo organismo è già operativo e distribuisce gratuitamente il software per l’applicazione della procedura. A di là comunque delle regole dettate dalla legge, quando si parla di risparmio energetico e di interventi per ottenerlo, viene sempre evocato il timore dei costi da sostenere: ma in realtà si tratta di investimenti.
Poiché aumentano il prezzo del combustibile e i costi ambientali e sociali, non è difficile dimostrare la convenienza di questo genere di investimenti, che però debbono venir sostenuti dal costruttore, che spesso li considera soltanto come costi: non ha la forza e la motivazione per presentarli all’utente come miglioria dell’immobile. Potrebbe farlo se fossero dimostrati dalla certificazione energetica, dalla pagella dell'edificio. Lo stesso vale per chiunque voglia vendere la propria casa. Il nuovo decreto legislativo presenta qundi un significativo passo avanti perché introduce un meccanismo di valorizzazione oltre che di controllo effettivo sull’attività edilizia. La certificazione non è solo un atto formale, che viene redatto al solo scopo di aumentare gli adempimenti burocratici, nè un semplice strumento di controllo.
I proprietari-acquirenti dovrebbero invece apprezzare la certificazione perché è un’assicurazione di qualità dell’alloggio acquistato. Meno contenti invece gli avvocati: diminuirà infatti il contenzioso su muffe, condense, e quant’altro.
La certificazione non è solo attribuire una classe di merito all’edificio, ma verificarne l'effettiva conformità al progetto e alle norme. Il costo della certificazione è un investimento e un riconoscimento: un investimento perché guida le scelte del proprietario verso una gestione più attenta, un riconoscimento perchè conferma il valore intrinseco dell’immobile.