Efterklang, se il «riverbero» parla danese

Che l'avanguardia rock, quella più sperimentale e rivolta al futuro, non sia più esclusivo appannaggio dei Paesi anglofoni è cosa nota. Da tempo. L'ultimo colpo al duopolio Usa-Gran Bretagna l'ha inferto la recente rivoluzione digitale.
In soldoni, alla periferia dell'ex regno c'è parecchio (di buono) da ascoltare. Basti pensare, per esempio, a quanti artisti e gruppi del Nord Europa hanno portato in giro per l'Europa e per il mondo la propria musica. Mai sentito parlare dell'islandese Björk e dei suoi connazionali Sigur Rós e Múm piuttosto che degli svedesi Cardigans, Hives e Jens Lekman? E che dire dei norvegesi Motorpsycho, Röyksopp e Kings of Convenience o dei finlandesi Pan Sonic, Leningrad Cowboys e Him? In effetti, a queste latitudini, è solo la Danimarca a recitare il ruolo di «Cenerentola musicale» in salsa scandinava. A invertire la tendenza ci provano ora, direttamente da Copenaghen, gli Efterklang (riverbero, traducendo dal danese), per la prima volta in concerto nel Belpaese.
Alle spalle un paio di album ben recensiti (l'ultimo, «Parades» è uscito nell'autunno scorso), il quintetto capitanato dal cantante-polistrumentista Casper Clausen (ma dal vivo la band quasi raddoppia i propri componenti!) offre un'insolita rilettura del post-rock.
In realtà, nel loro sound convivono diversi approcci: folk-rock ed elettronica intimista, musica da camera e melodramma, arrangiamenti orchestrali e passione per il canto corale. Un mix davvero curioso, non c'è che dire.
Efterklang
Casa 139, via Ripamonti 139
stasera, ore 21.30
ingresso 10 euro.