Dopo Egitto e Tunisia la rivolta contagia l'Iran "Caos totale a Teheran", scontri: una vittima

Opposizione in piazza contro Ahmadinejad e a sostegno delle rivolte in Tunisia ed Egitto. Violenti scontri con la polizia e lanci di lacrimogeni. Le notizie parlano di una vittima e due feriti, più 250 arresti tra i manifestanti. In piazza anche il leader riformista Moussavi con la moglie. Interrotte le linee telefoniche

Teheran - Nel centro di Teheran sono in corso "pesanti scontri e regna il caos totale". Lo riferice un producer della Bbc secondo il sito online dell'emittente britannica. "Migliaia di persone - secondo altri testimoni - stanno marciando nel centro città". Le forze dell’ordine iraniane hanno usato i lacrimogeni per disperdere la manifestazione dell’oppozione. Ci sarebbero stati "numerosi arresti" e anche una vittima tra i manifestanti, secondo i siti di opposizione. Il corteo è a sostegno delle rivolte in Egitto e Tunisia e non era stato autorizzato.

Una vittima e 250 arresti Un manifestante è morto e due sono rimasti feriti nel corso degli scontri tra dimostranti dell’Onda verde e forze di sicurezza. Lo hanno riferito i siti web d’opposizione. Secondo i siti, che citano testimoni oculari nella capitale iraniana, gli scontri tra la polizia e oppositori del governo si sarebbero intensificati e la polizia avrebbe aperto il fuoco vicino alla piazza Tohid, uccidendo un manifestante e ferendone altri due. Almeno 250 persone sono state arrestate durante gli scontri.

Moussavi e la moglie Il leader riformista, Mir Hossein Mousavi, e la moglie, Zahra Rahnavard, si starebbero dirigendo verso i manifestanti dell’Onda verde che stanno protestando contro il governo. Lo riferisce il sito d’opposizione iraniana Iranpressnews. In queste ore nella capitale ci sono grandi difficoltà nei collegamenti telefonici e questo rende impossibile contattare i consiglieri e i collaboratori stretti di Moussavi per avere conferma della notizia. Stamani, in vista della manifestazione non autorizzata organizzata per oggi dall'Onda verde, la polizia iraniana aveva impedito a Moussavi e alla moglie di uscire di casa. L’obiettivo era impedire loro di scendere in piazza insieme all’opposizione in segno di solidarietà con il popolo egiziano e per sfidare il governo di Teheran.

Gli scontri Gli scontri sono cominciati a piazza Azadi quando la folla ha cominciato a gridare "Morte al Dittatore", lo slogan usato dai manifestanti contro il presidente Ahmadinejad dopo le contestate elezioni del 2009. Sono stati usati gas lacrimogeni, ma anche gavettoni di vernice. "Ci sono migliaia di persone che marciano... Le forze dell’ordine hanno lanciato gas lacrimogeni vicino piazza Imam Hossein". Il corteo è un test importante per misurare la forza dell’opposizione riformista. Attorno alle piazze principali della capitale si sono schierati agenti in tenuta antisommossa, armati anche con manganelli, estintori e gavettoni di vernice. Numerosi agenti perlustrano in coppia sui motorini le strade della città. Nella zona delle proteste, i collegamenti dei telefoni cellulari sono interrotte.

I testimoni "C’erano miglia di persone in cammino verso piazza Azadi, ci sono stati alcuni tafferugli. Ho visto il fumo ma non sono sicuro che fossero gas lacrimogeni" ha raccontato un testimone. I manifestanti hanno marciato lungo i viali Enghelab e Azadi, diretti verso piazza Azadi, un luogo di ritrovo tradizionale delle proteste nel centro di Teheran. Le forze di sicurezza hanno anche circondato le case dei leader dell’opposizione, Mirhossein Moussavi e Mehdi Karroubi, riferiscono i loro siti web. "Mirhossein Moussavi e Zahra Rahnavard (la moglie) stanno ancora cercando di uscire dalle loro case e unirsi alle proteste. Ma le forze di sicurezza glielo impediscono. Le forze dell’ordine hanno minacciato le guardie di Moussavi che non lo facciano uscire per nessun motivo". Si segnalano manifestazioni con centinaia di partecipanti anche nelle città di Isfahan e Shiraz.