Egitto, fermati 3 italianiaccusati di sabotaggio

Tre videomaker italiani sono stati arrestati in compagnia di una quarta persone, di origini palestinesi. I quattro, in Egitto per documentare le proteste, sono accusati di sabotaggio

In Piazza Tahrir al Cairo continuano le proteste contro l'esecutivo. Da venerdì è in corso una protesta che contesta aspramente il Consiglio supremo delle forze armate e, malgrado quanto annunciato nei giorni scorsi dai vertici militari per tentare di calmare le acque, la situazione è ancora piuttosto calda.

Di questa mattina la notizia dell'arresto di tre cittadini italiani. I tre, un gruppo di blogger e videomaker, erano arrivati un paio di giorni fa al Cairo nel tentativo di documentare da vicino la situazione, per farsi un'idea più chiara di quanto stia accadendo in piazza, ma il loro reportage non è durato molto. Questa notte la polizia egiziana ha infatti fermato i tre, accusandoli di sabotaggio.

Già in mattinata le prime voci davano notizia dell'arresto, dando però per certo che i fermi non fossero connessi alle proteste in corso al Cairo. I tre arrestati erano accusati, secondo fonti egiziane, di aver dato fuoco al palmeto di un albergo. Per questo motivo sarebbero stati arrestati. Ma gli sviluppi della vicenda raccontano una realtà diversa. Il fratello di uno degli arrestati, contattato da ilfattoquotidiano.it, avrebbe confermato che i tre italiani sono nelle mani della polizia, insieme a una quarta ragazza di origini palestinesi, ma non l'accusa formulata nei loro confronti.

"Era l’una di notte quando mio fratello e altre tre persone hanno notato un incendio - racconta il ragazzo -. Si sono avvicinati per riprenderlo con la telecamera, pensando che stesse bruciando un edificio, invece erano delle palme". La polizia avrebbe notato il gruppetto armato di telecamera e alcuni uomini in borghese avrebbero eseguito l'arresto, inizialmente incolpandoli di aver dato fuoco al palmeto, ma poi facendo domande sul perché avessero con sè videocamere e macchine fotografiche. "I quattro sono saliti su un taxi - continua il fratello di una delle persone coinvolte - ma sono stati poi fermati nuovamente". Grazie alla traduzione della ragazza palestinese che era con loro i tre ragazzi sarebbero riusciti a farsi un'idea della situazione, poco prima di essere trasportati in commissariato, accusati di sabotaggio. Da questa mattina sono iniziati i contatti tra i familiari dei tre italiani e il consolato. Attualmente gli arrestati si trovano davanti al giudice.

La situazione per i cittadini italiani dovrebbe risolversi abbastanza in fretta, almeno queste sono le speranze del consolato, ma la situazione dà un'idea precisa di quale sia il clima attuale dell'Egitto e di quanta sia la diffidenza nei confronti degli stranieri. Solamente questa mattina sono riusciti a rientrare negli Stati Uniti tre studenti ventenni arrestati martedì in piazza Tahrir, con l'accusa di avere tirato molotov contro il ministero degli Interni, teatro di molti degli scontri dei giorni scorsi.