Egitto, Frattini: "Stanno bene gli italiani"

Trovati bagagli con indumenti ed effetti personali di alcuni degli ostaggi. Erano nel deserto, in Sudan. C'è attesa per la trattativa per la liberazione dei cinque italiani. Il governo di Karthoum: "Li seguiamo a distanza. Ma niente blitz"

Il Cairo - Cinque valige contenenti "indumenti e effetti personali dei turisti occidentali" sarebbero stati trovati nella zona dove sono stati rapiti venerdi scorso 11 turisti, tra i quali cinque italiani che in compagna di otto egiziani stavano facendo un safari nel deserto sul confine con il Sudan e la Libia. A rivelarlo è il quotidiano egiziano al Masry al Youm che cita fonti della sicurezza egiziana nel governatorato di al Wadi al Jadid dove è avvenuto il sequestro. "Seguendo le orme del gruppo turistico nella zona desertica sul confine con il Sudan - hanno affermato le fonti - una squadre di sicurezza ha trovato cinque valigie disperse sul terreno in un raggio di 500 metri. Le valigie - precisa il quotidiano locale - contenevano indumenti e effetti personali dei turisti stranieri".

Trattativa continua Sembra destinata a prolungarsi l’attesa per la liberazione degli undici ostaggi e degli otto egiziani sequestrati da venerdì scorso nel deserto del Sahara per la delicatezza dei negoziati in corso. Mentre dal governo italiano e da quello egiziano si intensificano gli appelli per il massimo riserbo da parte della stampa. La notizia arrivata da Khartoum - le forze sudanesi stanno circondando un’area di territorio a 25 chilometri dal confine con l’Egitto nella quale è stata localizzata la carovana di rapiti e rapitori - rimane quindi in secondo piano rispetto all’annuncio, quasi univoco, venuto dal ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, e dal ministero degli Esteri egiziano. Da New York Frattini ha sollecitato "che si mantenga il silenzio stampa per impedire il diffondersi di informazioni che potrebbero danneggiare il lavoro delle autorità competenti". E dal Cairo gli ha fatto eco un portavoce governativo, che ha invitato i media a valutare con molta cautela le notizie da pubblicare.

Stanno bene Il Sudan ha annunciato che i 19 ostaggi sono vivi e stanno bene e che le forze di sicurezza del Paese e dell’Egitto stanno controllando a distanza rapitori e rapiti escludendo però incursioni che potrebbero causare perdite di vite umane. Notizia confermata dal ministro degli Esteri, Franco Frattini: "La condizione dei connazionali è buona". "Abbiamo notizie recenti sul fatto che gli ostaggi stiano tutti bene. Oggi siamo certi al 100% che stiano bene", ha detto il dirigente del ministero degli Esteri Ali Youssef Ahmed. I rapitori tengono prigionieri gli ostaggi in territorio sudanese vicino a Jebel Oweinat, che con i suoi 1.900 metri di altitudine è il rilievo montano più consistente in centinaia di chilometri. "I rapitori sono tenuti sotto controllo a distanza. Conosciamo i loro movimenti", ha detto ancora Ahmed. "C’è un contatto fra il governo tedesco e i rapitori. C’è pieno accordo tra le parti coinvolte sul fatto che non ci sarà un intervento militare nel frattempo per salvaguardare al vita degli ostaggi" ha aggiunto.