Egitto, liberi gli ostaggi. Frattini: nessun riscatto

Il governo egiziano: "Stanno tutti bene". Nessun riscatto pagato. Atterrati all'aeroporto della capitale egiziana a bordo di un C-130, già stasera in Italia. Il sollievo delle famiglie dei cinque italiani rapiti il 19 settembre. Berlusconi: "Abbiamo avuto ragione nell'evitare il blitz". Ma fonti egiziane parlano di un'operazione militare nel deserto

Il Cairo - Sono tutti liberi e stanno bene. Queste le notizie che rimbalzano dall'Egitto. Rilanciate dalla tv di Stato del Cairo e da Al Jazeera. "Tutti gli ostaggi occidentali ed egiziani sono liberi": così la tv di stato del Cairo ha dato la notizia della liberazione dei cinque italiani, dei cinque tedeschi, della donna romena e delle loro otto guide locali rapiti il 19 settembre nel sud del Paese. A stretto giro, arriva anche la conferma del ministro degli Esteri Frattini: "I nostri connazionali e gli altri ostaggi in Egitto sono stati liberati. Stanno tutti bene". Ora il gruppo di ostaggi si trova "nelle mani delle autorità egiziane" precisa il ministro degli Esteri.

Sbarcati al Cairo Sono arrivati alle 15,30 all’aeroporto militare Sharq del Cairo, a bordo di un C-130, i 19 ostaggi rapiti il 19 settembre scorso e liberati stamattina. Ad accogliere il gruppo di turisti liberati c’erano l’ambasciatore italiano in Egitto, Claudio Pacifico, e il ministro del turismo egiziano, Zoheir Garana. I turisti sono scesi dall’aereo si sono diretti verso due elicotteri militari che li porteranno direttamente all’ospedale militare di Maadi per controlli sanitari. Al momento dell’arrivo, ai turisti sono stati offerti 19 mazzi di fiori di diversi colori da parte del ministero della Difesa. E un aereo del governo italiano è pronto nell’aeroporto del Cairo per riportare i cinque connazionali in Italia in qualsiasi momento, appena le autorità egiziane daranno via libera alla partenza. Pare che sia possibile un rientro a Torino già in serata.

Nessun riscatto pagato Per la liberazione dei turisti "non è stato pagato alcun riscatto - ha aggiunto Frattini -. Si è giunti a questo risultato grazie alla professionalità e all’efficienza degli uomini della nostra intelligence e delle forze speciali italiane" ha detto il ministro, "sulla dinamica non siamo ancora in condizioni di dilungarci in quanto le operazioni sono ancora in corso. E' stata un’operazione di ottima professionalità. Dobbiamo ringraziare gli amici tedeschi, ma anche Paesi amici come il Sudan". 

L'Egitto parla di blitz Gli ostaggi sono stati liberati grazie a un’operazione delle "forze speciali egiziane" nel territorio del Ciad, vicino il confine con il Sudan con un blitz al quale hanno partecipato anche unità speciali delle forze armate italiane. Dopo dieci giorni di trattative si è deciso di intervenire usando la forza e uomini delle truppe d’elite italiani, tedeschi ed egiziani hanno attaccato la località in cui i predoni avevano portato i 19 ostaggi e, stando a quanto ha riferito il ministro della Difesa del Cairo, hanno ucciso metà dei sequestratori. Non è stato pagato alcun riscatto. La metà dei sequestratori che avevano in ostaggio il gruppo sarebbe stata uccisa nel corso del blitz compiuto ieri sera lungo il confine tra Egitto e Sudan. È quanto ha reso noto il ministro della Difesa egiziano, Muhammad Hussein Tantawi, nel corso di un colloquio con il presidente egiziano, Hosni Mubarak.

Lasciati nel deserto Gli 11 turisti europei e gli otto accompagnatori egiziani sono stati trovati nelle prime ore di oggi da militari dell’esercito egiziano in una zona di confine tra Sudan ed Egitto, nell’area del Gebel Uwainat. Lo ha reso noto a Khartoum il direttore del protocollo del ministero degli esteri sudanese, Ali Yousif. Secondo la sua ricostruzione, dopo lo scontro avvenuto ieri tra sequestratori e militari sudanesi, nel quale erano stati uccisi sei rapitori, gli altri rapitori sono fuggiti abbandonando gli ostaggi con le loro jeep. A quel punto i 19 rapiti si sono diretti verso il confine egiziano, dove sarebbero stati trovati e soccorsi nelle prime ore di oggi dai militari egiziani. Questi ultimi li hanno poi accompagnati all’aeroporto di Sharq al Uwainat. Da lì con un velivolo militare hanno raggiunto la capitale egiziana.

Sollievo nelle famiglie Gli italiani coinvolti, tutti di Torino e provincia, sono Lorella Paganelli (49 anni), Giovanna Quaglia (52), Walter Barotto (68), Mirella De Giuli (70) e Michele Barrera (72). "Un ringraziamento enorme al ministro Frattini, all’unità di crisi e a tutta la Farnesina". Questo il primo commento di Giuseppe Paganelli, il fratello di Lorella, dopo la conferma - ricevuta direttamente da Roma - della liberazione. "Debbo ringraziarli - aggiunge - per il sostegno informativo e anche psicologico che ci hanno dato in questi giorni. Ci hanno aiutato moltissimo".

Saranno interrogati I cinque italiani rapiti in Egitto saranno interrogati come testimoni dal pm di Roma Giovanni Bombardieri non appena rientreranno in Italia e non appena verificate le loro condizioni di salute. Secondo quanto si è appreso, l’audizione dei cinque sequestrati avverrà non prima di domani. Sul rapimento avvenuto in Egitto la magistratura romana ha aperto un fascicolo per sequestro di persona con finalità di estorsione. Non è escluso che il magistrato possa recarsi a Torino, dove abitano i sequestrati, per sentire il loro racconto.

Berlusconi: evitato blitz "Abbiamo voluto la fermezza da parte degli altri governi interessati, che volevano addirittura fare un blitz militare. Ma noi, con l’esperienza di diversi anni di governo, abbiamo ritenuto che questo avrebbe esposto gli ostaggi a un rischio che non volevamo, e che non si doveva assolutamente correre". Il retroscena sulla liberazione degli turisti italiani presi in ostaggio in Egitto viene fornito dal premier Berlusconi ai giornalisti, che incontra, nel giorno del suo 72° compleanno, nella residenza sul lago Maggiore. "Sono assolutamente soddisfatto" conferma Silvio Berlusconi. "Anche in questo caso - sottolinea, dai microfoni del Tg5 - abbiamo avuto ragione e gli ostaggi sono tornati a casa sani e salvi".