Egitto, scontri a piazza TahrirFonti mediche: 300 feriti

Continuano gli scontri a piazza Tahrir tra i manifestanti e le forze dell'ordine. Fonti mediche parlano di 300 feriti. Per il governo sono 168

al Cairo - Lanci di pietre, spari di lacrimogeni e di proiettili di gomma. Continua da ore la battaglia a piazza Tahrir, al Cairo. Fonti mediche parlano di circa 300 feriti durante gli scontri con la polizia. Diverso il bilancio fornito dal ministero della Sanità, secondo cui i feriti sarebbero solo 168.

La situazione a piazza Tahrir è peggiorata quando la polizia è intervenuta per disperdere un sit-in di protesta organizzato per chiedere alla giunta militare di abbandonare il potere. Fonti del governo egiziano parlano di una "aggressione dei manifestanti alle forze di sicurezza".

Il resoconto di testimoni racconta invece che i manifestanti si erano accampati nella piazza dopo la protesta di ieri, che aveva visto scendere in strada migliaia persone, in maggioranza musulmani, per chiedere la formazione di un governo civile. Dopo lo sgombero della tendopoli da parte della polizia, centinaia di persone si sono riversate in piazza, dov’è avvenuto un lancio di pietre tra agenti e manifestanti. La polizia ha poi lanciato lacrimogeni per disperdere la folla e, secondo quanto riferito dalla tv di stato, cinque manifestanti sono stati arrestati. L’emittente parla anche di sette feriti fra le forze dell’ordine.

Sugli scontri è intervenuto anche il partito Libertà e giustizia, la formazione dei Fratelli musulmani, che in un comunicato ha espresso una "denuncia per lo sgombero violento del sit-in a piazza Tahrir". "La repressione ha provocato feriti, alcuni gravi", afferma il partito, secondo cui l’atteggiamento delle autorità "ricorda le pratiche del ministero degli Interni del defunto regime".

Ieri circa 50mila persone erano scese in piazza per protestare contro una proposta di legge costituzionale che, se approvata, assegnerebbe all’esercito la piena autorità in materia di affari interni e bilancio. Gli echi della protesta potrebbero mettere a rischio il regolare svolgimento delle elezioni parlamentari, in programma il 28 novembre.

Su Internet si moltiplicano gli appelli, sia per soccorrere i feriti, sia per partecipare alla protesta, cresciuta di intensità durante la giornata, e sempre molto elevata sei ore dopo l’inizio della manifestazione.