Egitto, Usa: "Cambiamento subito" Il governo alza gli stipendi agli statali

Il presidente Usa: "Il popolo egiziano vuole libertà,
elezioni libere, un governo responsabile&quot;. <strong><a href="/video/manifestante_freddato_polizia/id=Egitto_uomo_ucciso">Video choc: la polizia spara a un manifestante</a>
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Il Cairo - Barack Obama è tornato a ribadire che l’Egitto non tornerà indietro. In un’intervista alla Fox News, a poche ore dall’inizio dell'attesissimo Super Bowl, il presidente americano ha detto che gli Stati Uniti non intendono dettare al presidente Mubarak cosa fare. Ma al contempo "suggeriscono" che è giunto il momento di cambiare. Obama ostenta tranquillità circa l'influenza dei Fratelli musulmani, che per la prima volta partecipano ai negoziati con il governo, perché, ha spiegato il presidente, la formazione islamica non gode del sostegno della maggioranza degli egiziani. "E' importante - ha detto Obama - che non crediamo che le uniche due opzioni siano i Fratelli musulmani o un popolo egiziano oppresso".

Transizione ordinata "Quello che voglio - ha chiarito l'inquilino della Casa Bianca - è un governo rappresentativo n Egitto e ho fiducia che se in Egitto si verifica un processo di transizione ordinato, allora avremo un governo con il quale poter lavorare come partner". "Ma quello che noi sappiamo è che l’Egitto non tornerà indietro - ha detto ancora il leader Usa -. Il popolo egiziano vuole la libertà, elezioni libere, un governo rappresentativo, un governo responsabile. Per questo quello che diciamo è che bisogna iniziare la transizione ora".

Governo aumenta stipendio degli statali Il governo egiziano ha deciso di aumentare del 15% gli stipendi e le pensioni degli impiegati statali, nel tentativo di raccogliere sostegno per Mubarak mentre la rivolta popolare che chiede le sue dimissioni è arrivata al quattordicesimo giorno di protesta. La decisione è stata presa nella prima riunione di gabinetto da quando la crisi è scoppiata, il 25 gennaio scorso. Il ministro delle Finanze Samir Radwan ha spiegato che agli aumenti saranno destinati 6,5 miliardi di lire egiziane, pari a 960 milioni di dollari. Il provvedimento entrerà in vigore ad aprile e riguarderà circa sei milioni di impiegati. Il regime di Mubarak ha sempre contato sul sostegno degli impiegati inseriti nel proprio libro paga. Sono invece migliaia i manifestanti in piazza Tahrir, nel centro del Cairo, che hanno annunciato l’intenzione di non andarsene fino a quando Mubarak non si dimetterà. 

Conflitto d'interessi per l'inviato di Obama L’inviato della Casa Bianca in Egitto, Frank Wisner, lavora per uno studio legale che ha sede a New York e Washington e che presta le sue consulenze al governo egiziano di Hosni Mubarak. Lo rivela Robert Fisk sul quotidiano The Independent, sollevando la questione del conflitto di interessi dell’inviato americano, che ieri ha costretto il Dipartimento di stato a prendere le distanze dalle sue dichiarazioni, secondo cui Mubarak dovrebbe rimanere al suo posto per gestire una transizione pacifica verso la democrazia. Fisk si sorprende del fatto che nessuno abbia sollevato dubbi sui legami di Wisner con lo studio legale Patton Boggs, che non fa mistero di prestare la propria consulenza all’esercito egiziano, all’Agenzia egiziana per lo sviluppo economico e di aver gestito arbitrati e vertenze in Europa e Stati Uniti per conto del governo di Mubarak. Lo studio rivela inoltre di "rappresentare alcuni dei principali imprenditori egiziani e le loro aziende" e di "essere coinvolta in loro vece in progetti nel settore del petrolio, del gas e delle infrastrutture". Wisner è stato Ambasciatore Usa in Egitto, Zambia, Filippine e India, prima di andare in pensione e di iniziare a lavorare, nel marzo 2009, per lo studio legale.