Egiziana uccisa, il marito confessa: «Ero geloso»

L’assassino, anch’egli nordafricano, l’avrebbe strangolata al culmine dell’ennesimo litigio

Dopo un lungo interrogatorio notturno ha confessato agli investigatori della sezione omicidi della Mobile di essere stato lui ad uccidere la moglie e di averlo fatto per gelosia. Si è chiuso così ieri all’alba, in meno di 24 ore, il giallo della giovane donna di origine libica ma naturalizzata egiziana trovata morta, scalza e con solo il pigiama addosso, in un giardinetto che costeggia la strada in via Emilio Bianchi, mercoledì mattina. Ora l’uomo - Islam Mostafa Mohamed Issa Ali, un trentaduenne, pure lui di origine egiziana ma in Italia dall’età di quattro anni e impiegato a Milano in una catena alberghiera - dovrà rispondere di omicidio aggravato, mentre restano ancora molti i particolari da chiarire.
Darin Omar, 27 anni, lavorava in un call center e viveva con il marito e la loro bimba di 4 anni in un appartamentino di viale Zara da circa tre anni. La coppia e la loro piccola sembra conducessero una vita normale, apparentemente senza particolari problemi. Tuttavia, durante la sua confessione, seppur non in maniera chiara, l’omicida ha fatto capire agli investigatori che negli ultimi tempi i rapporti con la moglie non erano esattamente idilliaci. Tutt’altro: i due litigavano spesso, avevano grosse divergenze familiari, ma soprattutto l’uomo era diventato preda di una forte gelosia nei confronti della consorte.
L’omicidio, secondo gli investigatori guidati dall’ispettore Antonio Scorpaniti, dovrebbe essere avvenuto in casa: il marito, preso da un raptus, ha strangolato la moglie che era già in pigiama, pronta per andare a letto. L’egiziano, però, sostiene invece di aver avuto un grosso litigio con la donna culminato nella fuga di lei, così com’era vestita e a piedi scalzi, da casa. Il marito assicura di aver raggiunto la donna e di aver tentato di farla ragionare, quindi di averla strangolata lì, per strada. L’egiziano però non ha ancora spiegato come il cadavere di sua moglie sia finito nel luogo dov’è stato trovato, molto lontano da casa.
«Quel che è certo è che la donna non è morta in via Bianchi, dove è solo stata abbandonata dopo l’omicidio» assicura la polizia. E aggiunge: «Sul suo corpo non c’erano segni di violenza perché a volte, anche una morte per strangolamento, non lascia tracce sulla pelle».